Pagina 5 precedente Wanklyn giunge sulla scena del disastro (per gli italiani) nelle prime ore del mattino.  Dal periscopio vede numerose navi intente a cercare e recuperare i naufraghi che affollano quel tratto di mare e contro di esse lancia una salva  di 4 siluri. Purtroppo due degli ordigni sono affetti da avarie e deviano dalla rotta prestabilita, il terzo manca la prua di una grossa unità di pochissimo e  solo l'ultimo coglie il bersaglio che in questo frangente risulterà essere il caccia " Libeccio".  Questi affonderà poche ore dopo andando ad incrementare il numero dei successi ottenuti dall'Upholder.   Come spesso accade, le informazioni relative ad eventi bellici sono discordanti a seconda delle fonti cui si ha accesso.  Nel caso dell'Upholder, ed in relazione alle vicende inerenti il periodo tra Novembre 1941 e primi di Gennaio '42, ecco che per gli Inglesi il  sommergibile del Comandante Wanklyn avrebbe colpito anche un caccia, (danneggiandolo gravemente) oltre ad affondare il Libeccio.  Per gli Italiani il caccia danneggiato non sussiste, così come non sussiste l'affondamento del sommergibile Classe "Perla".  Per contro, il volume edito nel 1978 e curato dall'Ufficio storico della Marina Militare Italiana, ascrive all'Upholder la perdita del sommergibile  "Saint Bon", avvenuta il 5 Gennaio 1942 in seguito a siluramento nel corso di un trasporto di munizioni e carburante con destinazione Tripoli.  Un Tricheco sfortunato. Vi sono unità che, a dispetto della bravura e dell'impegno profuso dal proprio equipaggio, non possono che dirsi sfortunate.  E' il caso del sommergibile Classe Squalo "Tricheco".  Varato nel Settembre 1930 dai Cantieri di Monfalcone, durante le prove in mare entra in collisione con un peschereccio che solo per miracolo  non affonda.   Nel 1933 a La Spezia scoppia un incendio a bordo che viene prontamente soffocato.  Sempre nelle acque del porto ligure, l'anno successivo, urta contro una gru danneggiando fortemente il periscopio e le parti ottiche.  Dopo due anni passati a Massaua (Africa Orientale Italiana) rientra in Patria.  Nel corso della Guerra civile Spagnola effettua un missione speciale della durata di 12 giorni.  La sfortuna sembra essere lontana quando ecco che, il giorno 8 Ottobre del 1940, mentre é in navigazione nelle acque del Canale di Caso,  viene in contatto con un sommergibile che é ritenuto nemico e contro il quale vengono lanciati due siluri.  Ambedue vanno a segno.  Purtroppo si scoprirà che il battello affondato (con l'intero equipaggio) era l'Italiano "Gemma".  Il destino beffardo aspetterà il Tricheco il 18 Marzo del 1942 nei pressi del porto di Brindisi.  In quelle acque ha collocato il terribile "Upholder" che, in agguato, avvista lo sfortunato battello e lo colpisce con un siluro.  Il tricheco si spezzerà in due tronconi affondando in pochi secondi.  La missione numero 25  All'inizio di Aprile '42 l'Upholder ha raggiunto quota 24 per quel che concerne il numero di missioni compiute e si appresta a tornare in Patria.  Infatti il suo ritorno, per revisione al battello e per un meritato periodo di riposo per l'equipaggio, era previsto dopo il compimento di 25 missioni.  Gli Inglesi gli attribuiscono l'affondamento di 15 navi da trasporto (11 per gli Italiani), 3 sommergibili (2 secondo fonti italiane) 2  cacciatorpediniere ed 1 trawler armato.  Ha inoltre danneggiato altri 4 trasporti ed un incrociatore.   Il Comandante Wanklyn é stato decorato due volte ed ha ricevuto diversi encomi e citazioni di merito; il suo nome é ormai famoso nella Flotta  Britannica. La sua ultima missione prevede inizialmente lo sbarco sulla costa africana di agenti speciali oltre al recupero di un capitano dei Commandos ed  il suo trasbordo sul sommergibile Unbeaten, col quale viene fissato un appuntamento; indi si porterà ancora una volta nell'area di Kerkenah per  intercettare il naviglio mercantile nemico.   Il 6 Aprile 1942  l'Upholder lascia Malta. Tutto sembra filare liscio; l'undici, come previsto, si incontra con l'Umbeaten al quale affida il  recuperato Capitano Wilson, dei Commandos.   E' l'ultima volta che qualcuno vedrà l'Upholder.  Quale sia stata la sua fine é ancora oggi un mistero.  Di certo si sa che il battello non rispose al convenuto segnale lanciatogli dal sommergibile  Trasher la sera del 14.  Sia il Trasher (operante nel Golfo della Sirte), che il sommergibile Urge, in quella data rilevarono pesanti bombardamenti effettuati dal nemico  con cariche subacquee.  Da parte italiana vi sono una serie di rapporti provenienti sia da velivoli della Regia Marina, sia da unità navali, che indicano azioni anti-  sommergibile che tuttavia non hanno avuto conferme decisive in merito ai risultati.  Le ipotesi, perché solo di ipotesi si può parlare, suggeriscono tre opzioni:  Primo: l'Upholder é andato perso a causa di avaria grave in immersione o per errore umano.  Certo le possibilità sono scarse se si considera l'esperienza maturata dall'equipaggio e dal suo comandante, ma non può essere esclusa  a priori. Gli errori più gravi spesso, in tutte le attività, sono commessi dai maggiormente esperti.  Secondo: la perdita é da attribuirsi a urto con una mina.   Tutto sommato questa possibilità é a mio parere la meno probabile. Non erano  stati stesi sbarramenti minati di recente e l'ubicazione di quelli esistenti era  verosimilmente nota agli inglesi. Un errore di rotta é certo possibile ma poco  probabile.  Terza ed ultima opzione: l'Upholder é rimasto vittima dell'azione anti-  sommergibile svolta dalla torpediniera "Pegaso". Il giorno 14 questa unità  stava navigando con funzione di scorta ad un convoglio diretto a Tripoli ed  ebbe un contatto ecogoniometrico con un possibile sommergibile; subito dopo  effettuò un passaggio con lancio di bombe di profondità in seguito al quale il  contatto venne perso.   Non vi fu avvistamento di macchie di nafta o rottami, tuttavia non si deve escludere  che i danni, se ce ne furono, riportati dal probabile sommergibile, possano essere  stati tali da comprometterne la funzionalità al punto da impedirne l'emersione o ne  abbiano causato l'affondamento anche ore dopo l'attacco.  Occorre pure dire che il punto ove avvenne il contatto risulta spostato verso Nord di  ben cento miglia rispetto alla zona di operazioni affidata all'Upholder, ma questo  senza dimenticare che le caratteristiche del Comandante Wanklyin portano a  considerare "normale" che egli possa aver spinto il suo battello in altre acque, onde  ricercare prede e/o sfuggire ad una attività aero navale italiana (con funzioni anti-  sommergibile) in quel momento giudicata particolarmente intensa.   Quale che sia stata la causa comunque, l'Upholder aveva raggiunto sul fondo del  mare le quasi centomila tonnellate di naviglio nemico che aveva affondato in 16 mesi  di guerra.  La Royal Navy mantenne segreta la scomparsa di Wanklyn e del suo equipaggio per  ben quattro mesi; solo il 22 Agosto diramò un comunicato con il quale si portava a  conoscenza dell'opinione pubblica l'accaduto. In esso l'Ammiragliato, che  solitamente utilizzava un linguaggio molto freddo e compassato, dedicava un  inusuale tributo al Comandante Wanklyn ed ai suoi uomini, esprimendo un profondo  rammarico per la loro perdita ed indicando in Wanklyn un esempio indimenticabile,  non solo per le doti professionali, ma anche per il fine carattere e la straordinaria carica di umanità con la quale si era fatto non solo rispettare  ma addirittura amare da tutti coloro che lo avevano conosciuto.   Il Comandante Malcom David Wanklyn (al centro)  con parte dell'equipaggio dell'Upholder in un'immagine  delle prime settimane del 1942.  La foto era stata spedita alla propria madre dal marinaio  che vi compare quinto da destra, anch'egli scomparso  nel corso dell'ultima missione.  Il modello in bronzo del sommergibile Upholder  Il Comandante Malcom David Wanklyn (al centro) con parte dell'equipaggio dell'Upholder in un'immagine delle prime settimane del 1942. Il modello in bronzo del sommergibile Upholder