Modellista: Roberto Parodi
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Assedio di Gerusalemme Palestina 70 d. C.

 

FANTE – Il fante appartiene alla LEGIO X Fretensis ed ha il tipico equipaggiamento del legionario del primo secolo d.C.: la corazza (lorica) segmentata, lo scudo (scutum) rettangolare in legno, curvo, con i colori e le insegne del reparto. Le armi di offesa sono costituite dalla corta spada (gladium), usata principalmente per colpire di punta, dal pugnale (pugium) e dal pesante giavellotto (pilum) con la punta in ferro dolce. Questa caratteristica consentiva al giavellotto che colpiva lo scudo di piegarsi rimanendovi incastrato, obbligando il nemico a disfarsi dello scudo non più maneggiabile. Diminuivano così le sue possibilità di difesa.  


ONAGRO – E’ una piccola catapulta, in grado di lanciare grosse pietre (*) fino a 40 metri di altezza ed una distanza di circa 30 metri. Il modello rappresentato, di costruzione volutamente grezza, rappresenta fedelmente questa macchina bellica, che non seguiva la legione nei suoi spostamenti ma veniva costruita al momento dell’utilizzo, utilizzando legname reperito in loco. Durante l’assedio di Gerusalemme le pietre, in roccia calcarea bianca, risultavano molto visibili per cui venivano annerite prima del lancio. 

(*) o piccole pietre inserite in un contenitore di terracotta per effetto mitraglia contro le fanterie nemiche, o anche pietre ricoperte di pece incendiata. 


LEGIONE  -  La Legio X Fretensis fu costituita da Cesare Ottaviano Augusto ed ai suoi ordini ebbe il “battesimo del fuoco” nel 36 a.C. nella battaglia di Nauloco contro Sesto Pompeo. La battaglia si svolse nei pressi dello stretto di Messina (fretum siculum), da cui il cognomen della legione. Nel 31 a.C. partecipò alla battaglia di Azio contro Marco Aurelio. Nel 70 d.C., alla fine della prima guerra giudaica, la X Fretensis sotto il comando del futuro imperatore Vespasiano partecipò all’assedio di Gerusalemme. Accampata sul Monte degli Ulivi, la X acquistò fama per la sua abilità nell’utilizzo delle macchine da guerra. Nel 72 d.C. assediò la fortezza di Masada, conquistata con l’ausilio di un terrapieno ancora visibile oggi. Successivamente fu spostata ad Aila, (probab. oggi Heilat, sul golfo di Aqaba) dove si trovava ancora all’inizio del V secolo.