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Sommergibile
della classe Marcello con dislocamento in immersione di 1312 tonnellate;
lungo 72 metri e dotato di due motori diesel più due motori elettrici
di potenza rispettivamente di 3000 hp e 1100 hp che gli consentivano una
velocità massima di 17 nodi in superficie e 8 nodi in immersione.
L'autonomia poteva spaziare tra le 2800
miglia a 17 nodi e le 9700 a 8 nodi.
Armato con 12 siluri da 533 mm. (6 a prua
e 6 a poppa), 2 cannoni da 100 mm. con 300 proiettili e 2 mitragliere
binate a scomparsa con 3000 colpi.
La profondità di collaudo era di
100 metri.
Equipaggio 57 uomini.
Questi battelli derivavano dalla Classe
Glauco ai quali erano estremamente somiglianti e vennero impostati per
operare oltre che in Mediterraneo, anche in Oceano, sia in climi freddi
che tropicali.
Pur risultando nel complesso macchine discrete,
non potevano reggere tecnicamente il confronto con i battelli tedeschi
rispetto ai quali evidenziarono numerose problematiche:
- In primo luogo l'enorme struttura delle
camice dei periscopi e della falsa torre (che ospitava addirittura docce,
servizi igienici e cucina di superficie) rendevano l'unità molto
più visibile.
- I tempi di immersione erano elevati (tra
60 e 120 secondi) ovvero più del doppio del tempo necessario
alle unità germaniche.
- Il numero di siluri imbarcati sensibilmente
più basso e di tipo meno efficace e più antiquato (i siluri
tedeschi, contrariamente a quelli italiani, non lasciavano scia essendo
elettrici).
- tubi lanciasiluri che producevano bolla
d'aria (rivelatrice della posizione da cui il battello aveva lanciato).
- Mancanza di centrale di lancio e di apparecchiature
atte a semplificare ed a preservare da errore calcoli e comunicazioni
inerenti la preparazione e l'esecuzione del lancio siluri.
- Scarsa manovrabilità (valga ad
esempio che i sommergibili tedeschi avevano un raggio di evoluzione
di 300 metri in superficie contro i 500 degli italiani).
- Maggiore rumorosità che li rendeva
più rilevabili alla ricerca idrofonica del nemico.
- Minore velocità, in particolar
modo con mare agitato e minor robustezza e sicurezza di funzionamento,
causa di frequentissime avarie ai vari impianti.
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