Un modello eccezionale:
Il Tigre I scala 1:16 R.C. Tamiya
Mi sono sempre dedicato al modellismo statico. I motivi sono principalmente due: il costo, che nello statico risulta molto inferiore, e la qualità dei kit, tutta a loro favore nei confronti di quelli dinamici (almeno così credevo).
Ho inoltre avuto sempre molta difficoltà ad ottenere informazioni dettagliate per quanto concerne il mondo del radio comando.
Ma, come a volte accade , mi sono ritrovato improvvisamente a cambiare atteggiamento nei confronti di quella parte del modellismo che fino a quel momento non avevo mai preso in considerazione ed ho provato a cimentarmi nella costruzione di un modello R.C. Il risultato è stato tale che oggi mi sento letteralmente innamorato del modellismo “dinamico”.
La soddisfazione provata nel lavoro attorno al modello che di seguito vi presenterò è stata assolutamente unica e mi sento di consigliare chiunque abbia battuto solo i sentieri del modellismo statico di provare a saltare dalla parte del “dinamico”. Vi avverto:potreste non tornare più indietro!
In realtà ritengo che grazie alla tecnologia sempre più sofisticata ( miniaturizzazione dei componenti meccanici, uso di microprocessori , nuove batterie ricaricabili a lunga durata e basso ingombro, motori elettrici resistenti ed affidabili) applicata al modellismo, si sia riusciti ad ottenere modelli dalle grandi possibilità dinamiche unitamente ad una forma esteriore che nulla ha da invidiare ai kit statici.
C’è un rovescio della medaglia, e desidero esporlo subito: il prezzo! Il modellismo in generale è arrivato a costi molto alti ma il dinamico devo ammettere che mi ha sbalordito. Occorre valutare bene l’acquisto e fare numerosi giri di ricognizione in più negozi, anche molto distanti tra loro. Nello specifico, ho trovato differenze incomprensibili tra un punto vendita e l’altro con picchi che hanno toccato il 30% . Vi sono negozi che pur trattando tutti i tipi di modellismo, sono specializzati in una particolare branchia, chi nelle navi, chi negli aeromodelli, chi nelle auto e chi, come quello dove mi sono servito, nei carri armati.
Soppesate bene e poi decidete ricordando che se siete alle prime esperienze con i radio comandi, un aiuto e dei consigli saranno indispensabili.
Dopo una lunga ricerca su quanto offerto dal mercato, ho optato per il modello (full option ) in scala 1:16 del Tigre I proposto dalla Tamiya. Il kit presenta la versione iniziale del Tigre già però privata della feritoia per la difesa ravvicinata sulla parte destra della torretta al cui posto era stato inserito il portello di emergenza. Ho deciso di modificare il modello per ottenere la versione “middle” o di mezzo, attraverso una serie di interventi e questo per poter applicare una livrea più interessante di quelle consentite dalla “fruhe Produktion”. L’operazione numero uno è stata quella di procurasi la necessaria documentazione. Oltre ad una vecchia ma sempre valida edizione di Storia della Seconda guerra mondiale e dell’opera Storia & profili dei mezzi corazzati, mi sono avvalso dell’insostituibile “Tigers in combat “ (2 volumi dedicati alle unità che hanno avuto in dotazione il carro armato Tigre con centinaia di fotografie e con notizie sulle operazioni militari che le hanno viste coinvolte) del volume “Tiger in detail”( foto di ogni particolare relativo al Tigre I ) di “Tigers I in the East” (Ricalca in modo fotografico Tigers in combat ma si concentra solo sui mezzi impiegati sul fronte dell’Est) e degli articoli di un modellista inglese, tale Angus Creighton, esperto massimo della materia.
La scelta di quale carro riprodurre è caduta su di un Tigre appartenuto al Battaglione 502 (per essere precisi al 4° veicolo del 1° Plotone, IIIa Compagnia operante sul Fronte del Lago Ladoga,ad Est di Leningrado nel Giugno-Settembre 1943. Questo Tigre, assieme ad altri, giunse ai reparti nel mese di Maggio ancora nel colore Grigio panzergrau e venne ridipinto dall’equipaggio “in campo” secondo uno schema approssimativo che prevedeva una base di Dark Yellow con macchie Red Brown. L’applicazione dei colori era lasciata a libera interpretazione e questo fece si che fossero presenti all’interno della stessa unità una serie di diversi tipi di mimetizzazione pur essendo comuni i colori. Anche i numeri distintivi di riconoscimento, in colore nero con bordo bianco, erano applicati “a mano libera” e pur essendo circa di dimensioni simili, non erano perfettamente uguali tra carro e carro. Sopratutto sul cielo della torretta, si intravedeva il fondo grigio pre-esistente.
Dal momento che il Kit era quello di un prima versione mentre io avevo optato per un carro middle version, ho dovuto apportare alcune piccole ma significative modifiche, alcune indispensabili, altre dettate dal desiderio di migliorare il modello su certi particolari.
Le modifiche obbligatorie sono state:
1)- Eliminazione della maglia di cingolo di scorta applicata sul frontale, del badile e dei suoi ganci di tenuta. Eliminazione delle molle che trattenevano la protezione di tela per la sfera della mitragliatrice di scafo.
2)- Creazione dei ganci di sostegno per singola maglia di cingolo di scorta sui due lati della torretta, cinque sul lato sinistro e due sul destro. Si è trattato della parte più impegnativa dal momento che si rendeva necessario costruire dei pezzi molto piccoli, in scala ottimale, resistenti, ben fissati in modo da resistere alle vibrazioni ed ai sussulti che si sarebbero generati durante il movimento del carro, dalla rotazione della torre e soprattutto dal rinculo del cannone al momento dello sparo. Ho utilizzato alluminio e “vedril” incollando con colla bi-componente. Anche le misure da prendere hanno creato un discreta difficoltà dal momento che non era consentito sbagliare. Un eventuale errore sarebbe stato non facilmente rimediabile. Il risultato finale è stato fortunatamente molto soddisfacente.
3)- rimozione del portello di emergenza posto sul lato posteriore destro, creazione di un nuovo portello sul quale si è messa la cerniera di apertura prelevata da quello fornito nel Kit.
Si tratta di una finezza: la versione iniziale disponeva di un portello i cui lati erano arrotondati mentre invece nella versione middle si trattava di un disco di acciaio piatto. Ho costruito il nuovo pezzo in alluminio ed ho incollato la cerniera di apertura con la solita bi-componente.
4)- Creazione del visore per il porgitore da applicare sul tetto della torre, di fronte al portello di accesso rettangolare. Qui ho utilizzato del plasticare incollato, stuccato e poi sagomato. La parte più difficile sono state la misure.
Queste le modifiche obbligatorie. Le altre hanno riguardato l’estetica e si sono limitate a:
1)-Filo elettrico per l’alimentazione dei fanali anteriori (lampade Bosch rimovibili).
2)-Connessioni e filo per il trasporto del segnale elettrico per i lancia-fumogeni che si innestava nel cielo della torretta. Per queste due cose ho usato del filo di ottone.
3)-Eliminazione del cavo di acciaio locato sul fianco sinistro. Questo pezzo si presentava troppo “stampato” per un modello in questa scala. Così ho preferito eliminarlo costruendo i vari ganci che lo fissavano allo scafo. Anche qui ho usato del lamierini di alluminio e filo metallico.
4)- Eliminazione dei cavi di traino e loro sostituzione. I cavi forniti sono stampati e simmetrici. Li ho eliminati e sostituiti con nuovi cavi che ho realizzato utilizzando del cordoncino in nylon. Sono risultati molto più belli ed inoltre ho avuto la possibilità di posizionarli in modo più realistico. Ho ricreato i ganci di tenuta e li ho fissati allo scafo.
5)- Costruzione e fissaggio dei ganci di chiusura del porta oggetti e materiali che si trova dietro la torretta.
6)- Eliminazione dei tubi costituenti la pertica per la pulizia dell’anima del cannone. Anche questi componenti non erano all’altezza. Li ho soppressi immaginando che fossero stati stivati nel cassone porta materiali del carro stesso.
7)-Costruzione del sacco posto a protezione della volata del cannone. Ho cucito in opportuna forma
un piccolo pezzo di stoffa (cotone) e l’ho dipinto. Al momento dell’utilizzo del carro si può rimuovere.
Il Kit full option si presenta in una enorme scatola ove trovano posto tutti i componenti necessari sistemati in varie confezioni.
Sono compresi anche alcuni piccoli attrezzi, del grasso lubrificante ceramico, del mastice per il blocco dei bulloni, fascette plastiche,nastro bi-adesivo.
Sono esclusi le seguenti parti che, ahimè, devono essere acquistate separatamente:
1)- Il Radiocomando 4 canali. Da notare che la maggior parte dei radio comandi sono destinati all’aereo-modellismo; questo fa si che la leva frizionata sia a destra. Occorre che la frizione sia portata sulla leva di sinistra. Per far questo sarà necessario spostare una molla (dal comando di sinistra a quello di destra). Ho chiesto questa modifica al negozio ove ho comprato il radiocomando ed ho assistito all’operazione .Bastano 10 minuti.
2). Batterie da 7,2 Volt ricaricabili. Sono al NiCd e ne servono 2; una per alimentare l’unità MF-01 che presiede alla gestione dell’altoparlante, delle luci del cannone e mitragliatrice, del motore del rinculo, oltre ad ospitare gli switch ed i trimmer per la regolazione del volume dei suoni, i tempi di attesa tra un colpo di cannone ed il successivo, il sistema di auto diagnosi.
L’altra batteria alimenta l’unità DMD che controlla i motori di marcia, il motore di alzo cannone e quello di rotazione torre. Inoltre presiede alla gestione dei segnali della ricevente e collega l’interruttore generale. Dal DMD si può reinizializzare il sistema e ricalibrarlo.
3)- Il carica batterie. Ne esistono di 2 tipi: uno, economico, necessita di 3-5 ore per la carica di una batteria; l’altro, decisamente più costoso, impiega circa ½ ora a carica e può essere collegato anche alla batteria di un’auto oltre che alla normale 220 V. di casa. (Io ho optato per il primo)
4)- La ricevente del segnale (è abbinata al quarzo della trasmittente).
Le parti che compongono il modello si possono dividere in base al materiale in cui sono realizzate
ed alla tipologia:
Plastica. Di buona qualità, costituisce la parte superiore del carro armato, torre, scafo e ruote del treno di rotolamento.
I cingoli sono in materiale plastico a singole maglie (92) unite una all’altra da asticelle metalliche
Gomma. Tutte le ruote costituenti il treno di rotolamento avevano un rivestimento esterno in gomma che è stato fedelmente riprodotto e che si applica senza uso di colla.
In gomma telata anche i tubi del sistema di filtrazione dell’aria che si trovano sopra il vano motore.
Metallo. Oltre a viti e bulloni di svariate misure sono in metallo la parte inferiore dello scafo, le ruote di traino e rinvio con i loro componenti per il fissaggio e le regolazioni per il tensionamento dei cingoli, le sospensioni a barre di torsione ed i bracci e le bronzine per le ruote del treno di rotolamento. In metallo sono anche la base di appoggio per le batterie e il rinforzo per la stabilità della parte superiore dello scafo.
Elettriche. Cinque motori a corredo di questo kit. Due per il movimento dei cingoli, uno per la rotazione della torre, uno per l’alzo del cannone ed infine uno per il rinculo del cannone stesso.
Meccaniche. I riduttori per i motori di movimento dei cingoli sono pre-assemblati e collegati ai motori stessi. Idem per i sistemi di rotazione torre, alzo e rinculo.
Elettroniche. In questa categoria si possono inserire: i sistemi di gestione DMD-T03 e MF-01,
il gruppo altoparlante/effetti sonori, il led per l’effetto luminoso della mitragliatrice e quello per il cannone.
La costruzione del modello non è particolarmente difficile ma occorre prestare molta attenzione
in alcuni passaggi, particolarmente nei collegamenti elettrici. Le istruzioni risultano buone anche se non ottime come sarebbe stato lecito aspettarsi.
Scadenti invece la decal, particolarmente per alcuni numeri.
Le colorazioni proposte (ad eccezione del grigio panzer) non sono attendibili ed è obbligatorio consultare altre fonti per una realistica livrea del carro.
La colorazione di questo tipo di modello risulta un poco complicata ed impone l’utilizzo dell’aerografo o delle ottime bombolette della Tamiya. Parimenti obbligatorio risulta l’uso di un “primer.
Una volta terminato, il modello del nostro Tigre risulta essere in grado di eseguire le seguenti funzioni:
- All’accensione, tramite un interruttore occultato dal portello del servente al pezzo, si sente partire il motore di avviamento seguito dal rombo del motore principale che poi si porta su regime di minimo.
- Il carro può essere pilotato in ogni direzione ed esegue curve strette (con blocco di uno dei cingoli) o larghe; può ruotare su sé stesso ed eseguire retromarcia. All’aumentare o al diminuire della potenza necessaria, si ascolta il relativo salire o scendere del numero di giri del motore.
- Le ruote sono ammortizzate e si comportano in presenza di ostacoli come sul carro reale.
- La torretta può ruotare sui 360° e si sente il rumore relativo a tale movimento
- Il cannone ha un alzo in positivo e in negativo con relativo effetto sonoro.
- Al momento dello sparo ( come nella realtà si può esplodere un colpo con celerità massima di uno ogni nove secondi) un lampo viene creato nella volata del pezzo, contemporaneamente si sente il rombo della cannonata e si osserva il rinculo della canna che si ripercuote sull’intero scafo. La canna torna poi rapidamente in posizione.
- Si può aprire il fuoco con la mitragliatrice di scafo. Si sente il suono della raffica e contemporaneamente si vede il lampo sulla bocca della mitragliera stessa.
L’autonomia delle batterie è di circa 30-45 minuti. Al momento dell’esaurimento il carro si ferma e simula il rumore del motore che termina il carburante.
Ho deciso di presentare il modello “pulito”, vale a dire non infangato e con segni di operatività, lasciando i cingoli nel colore naturale; un Kit da “esposizione” per così dire.
Vista “l’importanza” del modello, ho pensato di esporlo in una vetrina su misura che quindi ho dovuto costruirmi. Ho utilizzato del legno di faggio ( 2 liste da 30 x 30 x 200 e due da 80 x 15 x 200 ) reperito in un centro del fai da te e del cristallo da 5mm. che ho acquistato e fatto molare da un vetraio.
Terminata la costruzione della bacheca, ho reperito (con grande difficoltà devo dire) le scatole di montaggio di due figurini di carristi tedeschi, ovviamente in scala 1:16 (produzione Dragon ormai esauriti), cui ho apportato alcune modifiche.
Infine, con un foglio di betulla da 1mm , alcuni listelli di tiglio ed un tondino di ottone, ho costruito delle casse per le munizioni, dei bossoli e dei proiettili ( il tutto logicamente in scala).
Ho inserito carro, soldatini, cassette, bossoli e munizioni nella bacheca ed il risultato finale è quello che potrete valutare dalle fotografie seguenti.
Un saluto a tutti i lettori.
Alberto |