Dal 1778 ad oggi, l'Ammiraglio olandese De Ruyter è stato commemorato dalla sua madrepatria non meno di nove volte battezzando col suo nome unità della Marina da Guerra; l'ultima di queste è stata un cacciatorpediniere lanciamissili varato nel 1971.

Il De Ruyter descritto nelle poche righe seguenti fu il settimo in ordine cronologico ed il suo nome è legato allo scontro navale avvenuto alla fine del Febbraio 1942 e passato alla Storia come Battaglia del Mare di Giava.

Una gestazione lunga e tormentata

Nel lontano 1918, la "guerra che aveva posto fine alle guerre" produsse nella maggioranza del Parlamento Olandese la speranza, e in molti casi l'opinione, che le Forze Armate del paese potessero essere sostanzialmente abolite; in tale ambito, il Primo Ministro aveva chiesto la formazione di una commissione che preparasse i piani per un graduale smantellamento della Flotta da Combattimento.

Naturalmente, quanto sopra poteva essere realizzato solo a condizione che i venti di guerra si fossero placati nel mondo ed in concomitanza di un disarmo generalizzato a tutte le nazioni; inutile dire che queste condizioni non si realizzarono mai.
Così, nel 1920, al sopra citato comitato fu ordinato di studiare la preparazione di una flotta in grado di spostare la propria forza dalle acque territoriali ai Territori Oltremare, le cosiddette Indie Olandesi.

La Marina da Guerra Olandese aveva un'impostazione oltre che totalmente difensiva, si potrebbe dire "costiera", dove unità posamine e caccia mine avevano la massima rilevanza.

Nel Sud Est Asiatico le cose stavano molto diversamente; si trattava di controllare, fermo restando le peculiarità difensive, un arcipelago le cui dimensioni erano simili all'Europa!

Lavorando sui molti scenari possibili, si giunse alla conclusione che un'aggressione sarebbe con ogni probabilità arrivata da Nord; l'eventuale nemico avrebbe impiegato non meno di due giorni per penetrare nelle acque dell'arcipelago.

Grande importanza quindi venne data alla ricognizione aerea (che avrebbe avuto come basi principali Tangjong Priok e Surabaia) e alla ricognizione marittima, compito questo che sarebbe stato svolto da cacciatorpediniere e sommergibili.

Le forze navali necessarie furono stimate in 4 incrociatori, 24 cacciatorpediniere e ben 32 sommergibili oltre alle varie unità di supporto logistico.

Questo piano di sviluppo della flotta passò all'esame di una nuova commissione governativa che tagliò esattamente in due le forze navali proposte prima di presentarlo in parlamento.
Si era intanto giunti nel 1923 ed il governo olandese si trovò impegnato a difendere il piano di sviluppo navale verso il quale l'opposizione socialista si era dichiarata totalmente ostile reputandolo sovradimensionato in relazione alle scarsissime probabilità di guerra sia in Europa che in Asia.

Al momento del voto, 50 membri del parlamento dei 99 presenti (su un totale di 100) votarono contro, e così, per un voto, il piano fu bocciato.

Negli anni seguenti, la strategia navale olandese per quel che riguardava i Territori Oltremare non cambiò.

Per la difesa delle Colonie ci si basava sulla ricognizione e sui campi minati. L'avvicinarsi di una forza d'invasione sarebbe stato scoperto fuori dalle acque dell'arcipelago; gli incrociatori avrebbero preso il mare verso di essa per rallentarla; le distanze erano tali che si riteneva possibile concentrare i pur lenti sommergibili in modo che fossero loro a distruggere effettivamente la formazione navale avversaria.

Si trattava di una visione decisamente troppo ottimistica; non si considerava obbiettivamente la grande vulnerabilità dei sottomarini in navigazione, la loro autonomia, la loro reale capacità offensiva e di intercettazione e che sorvolava sul fatto che le unità di superficie avrebbero avuto bisogno di un forte copertura aerea.

L'aviazione sul mare stava facendo passi in avanti molto velocemente; il Giappone mise in servizio la portaerei Akagi nel 1927, la Kaga un anno dopo, la Ryujo nel 1933. Queste unità avevano una componente aerea offensiva notevolissima mentre l'aviazione imbarcata olandese ricopriva ruoli di pura ricognizione.
Nel 1930 un'altra commissione di stato stabilì la forza navale necessaria per la operazioni in acque tropicali: si trattava di 2 incrociatori, 8 cacciatorpediniere, 12 sommergibili ed una buona componente aerea da ricognizione.

Le riserve sarebbero dovute ammontare a 1 incrociatore, 4 cacciatorpediniere e 6 sommergibili.
Prendeva corpo la richiesta di costruzione di un nuovo incrociatore che avrebbe affiancato i 2 già esistenti, il Java ed il Sumatra (unità gemelle in servizio dal rispettivamente dal 1925 e 1926).
La decisione di costruire un terzo incrociatore dette il via ad un valanga di opinioni espresse dalle più svariate fonti: Ufficiali di marina a riposo e non, Circoli navali, Stampa, ognuno aveva una sua idea sul come avrebbe dovuto essere la nuova nave.

In pratica però a decidere sarebbe stato il bilancio, ovvero le limitazioni finanziarie.

Il costo stimato per la costruzione di un incrociatore da 5250 tonnellate risultò essere di dodici milioni e mezzo di guilders ; consegna nel 1934.
La presentazione del progetto di massima scontentò tutti: unanimemente militari, civili, esperti di strategia navale, ingegneri navali, tutti ritennero che la nave proposta fosse troppo piccola e con armamento insufficiente sia quantitativamente che qualitativamente; non era un nuovo incrociatore, mala copia dei due già esistenti.

Il ministero della difesa ammetteva che effettivamente l'armamento era modesto, ma riteneva d'altro canto che la proposta di aumentare il dislocamento a 8500 tonnellate e portare l'armamento principale a 8 pezzi d'artiglieria non facesse aumentare, come sostenuto da più parti, la capacità di combattimento della nave di oltre il 50%.
La situazione rimase in stallo per quasi un anno quando improvvisamente il Governo di Batavia (Indie Olandesi) decise di tagliare drasticamente le spese militari a discapito principalmente del Dipartimento Navale (taglio di tre milioni di gulider).

Ciò avrebbe avuto come contraccolpo in madrepatria l'annullamento del nuovo incrociatore.
Il Ministero della Difesa però, obbiettò che, restando in linea solo il Java ed il Sumatra, il problema della loro sostituzione si sarebbe presentato tra pochi anni, dal momento che quelle unità erano destinate ad essere considerate "vecchie"rapidamente a causa del veloce evolversi della tecnologia militare navale.

Inoltre, l'industria navale olandese stava attraversando un periodo turbolento e la cancellazione del programma di costruzione del nuovo incrociatore avrebbe avuto anche conseguenze occupazionali, come se non fossero bastate quelle di tipo politico-militare.

Si decise quindi di non richiedere un terzo incrociatore da affiancare ai due già esistenti, ma la costruzione di un'unità totalmente nuova e moderna, destinata a sostituire a breve termine (grossa bugia quest'ultima) sia il Java che il Sumatra.

Un disegno che mostra lo spaccato della nave ed evidenzia la disposizione della corazzatura

 

 

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