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Nel
lontano 1918, la "guerra che aveva posto fine alle guerre" produsse
nella maggioranza del Parlamento Olandese la speranza, e in molti casi
l'opinione, che le Forze Armate del paese potessero essere sostanzialmente
abolite; in tale ambito, il Primo Ministro aveva chiesto la formazione
di una commissione che preparasse i piani per un graduale smantellamento
della Flotta da Combattimento.
Naturalmente, quanto sopra poteva essere
realizzato solo a condizione che i venti di guerra si fossero placati
nel mondo ed in concomitanza di un disarmo generalizzato a tutte le nazioni;
inutile dire che queste condizioni non si realizzarono mai.
Così, nel 1920, al sopra citato comitato fu ordinato di studiare
la preparazione di una flotta in grado di spostare la propria forza dalle
acque territoriali ai Territori Oltremare, le cosiddette Indie Olandesi.
La Marina da Guerra Olandese aveva un'impostazione
oltre che totalmente difensiva, si potrebbe dire "costiera",
dove unità posamine e caccia mine avevano la massima rilevanza.
Nel Sud Est Asiatico le cose stavano molto
diversamente; si trattava di controllare, fermo restando le peculiarità
difensive, un arcipelago le cui dimensioni erano simili all'Europa!
Lavorando sui molti scenari possibili, si
giunse alla conclusione che un'aggressione sarebbe con ogni probabilità
arrivata da Nord; l'eventuale nemico avrebbe impiegato non meno di due
giorni per penetrare nelle acque dell'arcipelago.
Grande importanza quindi venne data alla
ricognizione aerea (che avrebbe avuto come basi principali Tangjong Priok
e Surabaia) e alla ricognizione marittima, compito questo che sarebbe
stato svolto da cacciatorpediniere e sommergibili.
Le forze navali necessarie furono stimate
in 4 incrociatori, 24 cacciatorpediniere e ben 32 sommergibili oltre alle
varie unità di supporto logistico.
Questo piano di sviluppo della flotta passò
all'esame di una nuova commissione governativa che tagliò esattamente
in due le forze navali proposte prima di presentarlo in parlamento.
Si era intanto giunti nel 1923 ed il governo olandese si trovò
impegnato a difendere il piano di sviluppo navale verso il quale l'opposizione
socialista si era dichiarata totalmente ostile reputandolo sovradimensionato
in relazione alle scarsissime probabilità di guerra sia in Europa
che in Asia.
Al momento del voto, 50 membri del parlamento
dei 99 presenti (su un totale di 100) votarono contro, e così,
per un voto, il piano fu bocciato.
Negli anni seguenti, la strategia navale
olandese per quel che riguardava i Territori Oltremare non cambiò.
Per la difesa delle Colonie ci si basava
sulla ricognizione e sui campi minati. L'avvicinarsi di una forza d'invasione
sarebbe stato scoperto fuori dalle acque dell'arcipelago; gli incrociatori
avrebbero preso il mare verso di essa per rallentarla; le distanze erano
tali che si riteneva possibile concentrare i pur lenti sommergibili in
modo che fossero loro a distruggere effettivamente la formazione navale
avversaria.
Si trattava di una visione decisamente troppo
ottimistica; non si considerava obbiettivamente la grande vulnerabilità
dei sottomarini in navigazione, la loro autonomia, la loro reale capacità
offensiva e di intercettazione e che sorvolava sul fatto che le unità
di superficie avrebbero avuto bisogno di un forte copertura aerea.
L'aviazione sul mare stava facendo passi
in avanti molto velocemente; il Giappone mise in servizio la portaerei
Akagi nel 1927, la Kaga un anno dopo, la Ryujo nel 1933. Queste unità
avevano una componente aerea offensiva notevolissima mentre l'aviazione
imbarcata olandese ricopriva ruoli di pura ricognizione.
Nel 1930 un'altra commissione di stato stabilì la forza navale
necessaria per la operazioni in acque tropicali: si trattava di 2 incrociatori,
8 cacciatorpediniere, 12 sommergibili ed una buona componente aerea da
ricognizione.
Le riserve sarebbero dovute ammontare a
1 incrociatore, 4 cacciatorpediniere e 6 sommergibili.
Prendeva corpo la richiesta di costruzione di un nuovo incrociatore che
avrebbe affiancato i 2 già esistenti, il Java ed il Sumatra (unità
gemelle in servizio dal rispettivamente dal 1925 e 1926).
La decisione di costruire un terzo incrociatore dette il via ad un valanga
di opinioni espresse dalle più svariate fonti: Ufficiali di marina
a riposo e non, Circoli navali, Stampa, ognuno aveva una sua idea sul
come avrebbe dovuto essere la nuova nave.
In pratica però a decidere sarebbe
stato il bilancio, ovvero le limitazioni finanziarie.
Il costo stimato per la costruzione di un
incrociatore da 5250 tonnellate risultò essere di dodici milioni
e mezzo di guilders ; consegna nel 1934.
La presentazione del progetto di massima scontentò tutti: unanimemente
militari, civili, esperti di strategia navale, ingegneri navali, tutti
ritennero che la nave proposta fosse troppo piccola e con armamento insufficiente
sia quantitativamente che qualitativamente; non era un nuovo incrociatore,
mala copia dei due già esistenti.
Il ministero della difesa ammetteva che
effettivamente l'armamento era modesto, ma riteneva d'altro canto che
la proposta di aumentare il dislocamento a 8500 tonnellate e portare l'armamento
principale a 8 pezzi d'artiglieria non facesse aumentare, come sostenuto
da più parti, la capacità di combattimento della nave di
oltre il 50%.
La situazione rimase in stallo per quasi un anno quando improvvisamente
il Governo di Batavia (Indie Olandesi) decise di tagliare drasticamente
le spese militari a discapito principalmente del Dipartimento Navale (taglio
di tre milioni di gulider).
Ciò avrebbe avuto come contraccolpo
in madrepatria l'annullamento del nuovo incrociatore.
Il Ministero della Difesa però, obbiettò che, restando in
linea solo il Java ed il Sumatra, il problema della loro sostituzione
si sarebbe presentato tra pochi anni, dal momento che quelle unità
erano destinate ad essere considerate "vecchie"rapidamente a
causa del veloce evolversi della tecnologia militare navale.
Inoltre, l'industria navale olandese stava
attraversando un periodo turbolento e la cancellazione del programma di
costruzione del nuovo incrociatore avrebbe avuto anche conseguenze occupazionali,
come se non fossero bastate quelle di tipo politico-militare.
Si decise
quindi di non richiedere un terzo incrociatore da affiancare ai due già
esistenti, ma la costruzione di un'unità totalmente nuova e moderna,
destinata a sostituire a breve termine (grossa bugia quest'ultima) sia
il Java che il Sumatra.
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