| Una premessa | ||
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Il nome Bauer è tra quelli fondamentali per quanto concerne la storia del sommergibile. Wilhelm Bauer, un geniale capitano d'artiglieria dell'esercito Bavarese, nato nel dicembre del 1822, dedicò la vita alla progettazione ed allo sviluppo della nuova arma navale diventando uno degli inventori più famosi del diciannovesimo secolo. Sempre ad un Bauer, questa volta Ammiraglio della Marina Imperiale Germanica, si deve uno studio approfondito sul sommergibile e sul suo impiego strategico e tattico. Pubblicato nel 1930, il suo studio può considerarsi l'opera di riferimento che influenzò i criteri fondamentali della scuola di pensiero tedesca, e non solo, inerente il sommergibile. L'eccezionalità del suo lavoro sta nel fatto che egli sviluppò i concetti strategici basilari relativi ai sommergibili, che furono seguiti, anche se in misura diversa, dalle Marine Militari maggiori che come tali si dotarono di una flotta subacquea. Quei concetti si dimostrarono validi fino all'avvento dell'era nucleare e molti lo sono tuttora. Tra le linee guida enunciate dal Bauer una risulta particolarmente evidente: i sommergibili avrebbero avuto quale compito primario l'attacco al naviglio mercantile avversario lungo le rotte di rifornimento. E questo principalmente per il fatto che solo il sommergibile, viste le proprie caratteristiche, poteva tentare ciò senza preoccuparsi di eliminare preventivamente unità navali da combattimento avversarie. Vi furono in verità, da parte dei comandi navali meno inclini ad accettare le novità e legati a schemi tattici tradizionali, spinte verso l'impiego dei sommergibili in azioni combinate con forze da battaglia di superficie o in azioni di agguato statiche, su rotte o passaggi obbligati, sempre contro naviglio da combattimento. Fu seguendo questa strada che a cavallo tra gli anni venti e trenta videro la luce progetti e realizzazioni di sommergibili dotati di forte armamento cannoniero e/o di una componente aerea, che si traduceva in un idrovolante alloggiato in un hangar a tenuta stagna, smontabile e spesso predisposto ad essere lanciato da una catapulta. Questo significava battelli di grandi dimensioni, lenti, con lunghi tempi di immersione, poco manovrieri, costosi, tecnicamente complessi e di onerosa manutenzione. |
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Il sommergibile francese Sorcouf. in forza alla Marina Nazionale Francese. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il suo valore bellico era considerato pressoché nullo ma ciò nonostante partecipò ad alcune operazioni. Scomparve in un misterioso incidente senza lasciare superstiti il 18 Febbraio 1942 nel Mar dei Caraibi. |
Inghilterra, Germania, Italia e successivamente Francia, ciascuno con esperienze diverse, abbandonarono rapidamente questa filosofia di impiego a favore delle tesi dell'Ammiraglio Bauer. Questo non accadde per il Giappone. Il Comando Supremo della Marina Imperiale preferì continuare lo sviluppo della flotta subacquea tralasciando totalmente la possibilità di utilizzarla contro il naviglio mercantile in modo organico e pianificato. Ciò influenzò pesantemente le costruzioni dei battelli sommergibili, giungendo a realizzazioni quasi paradossali come per esempio la Classe I-400 e determinando in sostanza il totale fallimento della guerra sottomarina giapponese. I risultati ottenuti furono ben lontani dal minimo consentito per raggiungere la sufficienza. Durante il conflitto i battelli giapponesi affondarono 184 navi mercantili Alleate per un totale di 907.000 tonnellate di stazza oltre a numerose navi da guerra tra le quali due portaerei d'attacco, due incrociatori, una decina di caccia torpediniere e altre unità minori. Nel loro carniere sono da annoverare anche dei sommergibili. Molte furono le navi da guerra danneggiate più o meno seriamente. A fronte di questi numeri le perdite furono alte: in totale 129 unità delle quali 70 colpite da mezzi navali di superficie, 18 da aerei, 19 da sottomarini e 22 per varie cause quali mine, incidente o per causa sconosciuta. |
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Un modellino del Sorcouf consente di osservare le non comuni caratteristiche di questo sommergibile. Si notano la torre con due cannoni da 203, il telemetro di tiro, l'hangar aperto,l'idrovolante e la gru. |
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Il sommergibile Inglese M-2 mentre si appresta a lanciare il suo idrovolante uscito dall'hangar. La sua perdita, con tutto l'equipaggio, avvenuta durante un'esercitazione nel 1932, segnò la fine dei battelli di questo tipo nella Royal Navy. |
La catapulta a prua di uno dei sommergibili Classe I-400 in una foto scattata poco dopo la fine della guerra. |
Il portellone di accesso all'hangar di prua di un sommergibile Classe I-400 |