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David Wanklyn di Upholder :
Un "Isurus Oxyrhynchus" per la Regia Marina Italiana.
"Mako"
Quando
si parla di sommergibili, almeno per il periodo storico compreso
trai primi anni del secolo scorso e la fine della Seconda guerra
Mondiale, la mente corre subito ai battelli germanici ed alle loro
imprese.
L'immagine che con maggior frequenza viene presentata
al lettore é quella dei lupi, solitari o in branco, che aggrediscono
con fredda determinazione la preda indifesa o il gregge ben protetto.
E' il lupo in effetti l'animale che maggiormente
si associa alle azioni belliche dei sottomarini; il paragone regge
bene: i metodi di ricerca e attacco sono paragonabili, ed anche
la parabola che ha visto nel tempo il lupo passare da cacciatore
a preda (preda dell'uomo naturalmente visto che il lupo é
al vertice della piramide alimentare che lo riguarda) si applica
bene ai sommergibili tedeschi.
Solo la Kriegsmarine di Doenitz e, in parte, la U.S. Navy, utilizzarono
i loro battelli con la tattica denominata appunto "a branco
di lupi"; in generale, si preferì la tecnica della ricerca
e sopratutto dell'agguato, portata avanti da singole unità
spedite ad intercettare il nemico lungo rotte più o meno
obbligate , oppure conosciute grazie ad un complesso sistema di
raccolta di informazioni.
In questi casi l'associazione di idee "agguato-predatore-preda"
ci porta a visualizzare non più un lupo, bensì uno
squalo. E se squalo deve essere, non può trattarsi che del
più famoso, potente e feroce tipo: il Charcharodon charcarias,
meglio conosciuto come squalo bianco.
Devo dire di aver letto molto su questi affascinanti
abitanti del mare e forse proprio per questo, dovendo associare
ad uno squalo l'immagine di uno dei più efficaci sommergibili
inglesi della Seconda guerra mondiale e del suo comandante, opterei
per un Isurus oxyrhynchus o Mako.
Si tratta di un pesce assai elegante, piccolo se
paragonato ad un Longimanus (raramente raggiunge i 4 metri) ma molto
aggressivo, fulmineo nei suoi attacchi e dotato di una agilità
sconosciuta ai suoi simili, capace di movimenti letteralmente acrobatici.
Caratteristici sono gli occhi, sferici e particolarmente
grandi, e la dentatura, con denti ricurvi disposti su più
file.
Cosmopolita, vive sia in acque pelagiche che costiere,
con temperature comprese tra il tropicale ed il temperato.
Nel Mediterraneo é presente, ma non comune.
Il sommergibile della Classe U "Upholder"
ed il suo comandante, Capitano di Corvetta Malcom David Wanklyn,
furono per la Regia Marina Italiana (e più in generale per
la forze navali dell'Asse in Mediterraneo) un nemico temibilissimo
che nel corso del conflitto inferse loro colpi particolarmente duri.
A riprova di quanto sopra, sia sufficiente ricordare che David Wanklyn
fu il primo Ufficiale tra i sommergibilisti a ricevere la più
alta onorificenza del suo Paese: la Victoria Cross.
La Classe "U"
I battelli della classe "U" ebbero origine
dall'idea dell'Ammiragliato Britannico di sviluppare alcune unità
a sostituzione della ormai obsoleta Classe "H", veterana
della prima guerra mondiale.
Nel 1936 si diede il via alla costruzione di tre
sommergibili il cui impiego avrebbe dovuto limitarsi
all'addestramento degli equipaggi delle navi adibite alla lotta
anti-som. Per quanto sopra, essi risultarono essere piccoli, con
prestazioni complessivamente modeste e privi di armamento,sia silurante
che cannoniero. Nel Febbraio del 1937 furono varati l'Ursula, l'Unity
e l'Undine dai cantieri Vickers-Armstrong di Barrow.
Il loro dislocamento era di 630 tonnellate in superficie
e di 730 in immersione; lunghi poco più di 58 metri e larghi
4metri e 80 erano spinti da due diesel della Admiralty o della Davey
Paxman che conferivano loro una velocità massima di 11,5
nodi. Per la navigazione sommersa erano utilizzati 2 motori General
Electric che erogavano una potenza di 825 hp e consentivano una
velocità di soli 9 nodi.
Le prove in mare diedero risultati molto più
positivi del previsto; questi battelli si dimostrarono particolarmente
maneggevoli e manovrieri, oltre che molto semplici da condurre.
Il basso costo di produzione unitamente ai tempi brevi di allestimento,
portarono l'Ammiragliato a chiedere il posizionamento di tubi lanciasiluri
e di un pezzo d'artiglieria.
Vennero inseriti 4 tubi di lancio per siluri da
533mm a prua
(ricaricabili) oltre a 2 tubi, sempre a prora,
esterni ed alloggiati in una carenatura che veniva a formare una
protuberanza, tipica della prima serie di questi battelli.
Nelle unità successive i siluri esterni
non furono montati.
Il cannone era da 76mm. -50calibri- posizionato
in modo standard davanti alla falsa torre.
Non vi era un boccaporto dedicato per il rifornimento
dei proiettili e questi ultimi dovevano essere portati dal loro
deposito al cannone attraverso il portello di accesso.
Questo, come intuibile, rendeva complicato e in
definitiva sconsigliabile l'utilizzo dell'artiglieria stessa.
La dotazione di siluri (massimo 10) era limitata
ma, per l'impiego previsto, vale a dire quale sommergibile costiero,
poteva dirsi sufficiente.
Come mezzo da combattimento il loro valore era
considerato in ogni caso molto scarso; anche il calcolatore di bordo
per l'elaborazione dei dati di lancio non rispondeva alle esigenze
e la velocità era la più bassa tra tutti i vari tipi
di sommergibili inglesi in servizio.
La profondità massima raggiungibile in sicurezza
risultava di soli 60 metri.
Il loro unico pregio, come già detto, consisteva
nella maneggevolezza, nei tempi brevi di immersione e nelle limitate
dimensioni.
L'equipaggio si componeva di 33 tra ufficiali, sott'ufficiali e
marinai. (27 su "Unity" ed "Undine").
Tra il 1938 ed il 1941 furono varati complessivamente
49 battelli divisi in 2 gruppi: un primo di 15 ed un secondo di
34.
Le differenze tra loro risultarono minime in termini
di dimensioni e dislocamento.
L'unica evidente fu rappresentata dall'abolizione
nel secondo gruppo dei siluri esterni e della conseguente "gobba"
a proravia (che causava una troppo visibile onda di prua quando
il battello navigava a quota periscopica, cosa questa non proprio
auspicabile per un sommergibile).
Anche nelle unità della prima serie si eliminarono i tubi
esterni, fatta eccezione per "Unique""Upholder",
"Utmost" e "Upright".
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In questa foto di cattiva qualità é
ben visibile la differente prua di due battelli classe "U".
A sinistra l'HMS Upholder, a destra l'HMS Urge. |
Allo scoppio della guerra, viste le caratteristiche sopra riportate
ed il loro modesto raggio d'azione (autonomia di 4050 miglia a velocità
di 10 nodi), il teatro operazioni previsto per la "Classe U"
fu quello delle acque costiere della Gran Bretagna (Mare del Nord)
ma sopratutto quello del Mar Mediterraneo.
In tale scacchiere la maggior parte dei mezzi venne
inquadrata nella Seconda Flottiglia Sommergibili con base presso
l'isola di Malta.
19 di questi battelli andarono persi nel corso del conflitto; 6
tra Atlantico e Mare del Nord, 13 in Mediterraneo.
In aggiunta, lo "Untamed" affondò
nel Maggio del '43 ma fu recuperato due mesi dopo ritornando in
servizio col nuovo nome di "Vitality".
Dal 1941 molte unità furono cedute alle
marine militari di: URSS, Polonia, Olanda, Norvegia e Francia Libera;
di queste diverse andarono perdute.
Le sopravissute tornarono in Gran Bretagna negli
anni seguenti il termine del conflitto ove furono demolite.
L'ultimo esponente di questa famiglia di sommergibili battente bandiera
della Royal Navy cessò di esistere nel 1950.
Pur essendo sommergibili dalle modeste potenzialità,
i Classe U ottennero in Mediterraneo successi eclatanti, non solo
a spese del naviglio mercantile, ma anche in azioni dirette contro
unità da guerra.
Cinque di questi battelli, precisamente: Upholder, Ultimatum, Unruly,
Unbeaten e United, affondarono otto sommergibili nemici ( 6 italiani
e 2 U-Boot tedeschi), tutti in Mediterraneo.
Da menzionare gli affondamenti dell' incrociatore pesante Trento
(15 giugno '42), degli incrociatori leggeri Diaz (25 Febbraio '41)
e Bande Nere ( 1 aprile '42).
Il danneggiamento della corazzata Vittorio Veneto ad opera dell'Urge
il 14 dicembre '41 e degli incrociatori Garibaldi (28 luglio '41),
Attilio Regolo (8 novembre '42), Bolzano e Attendolo il 13 agosto
1942.
A questi vanno aggiunti gli affondamenti di diversi
cacciatorpediniere ed esploratori.
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