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Upholder
L'attività operativa di Wanklyn e del suo
"Upholder" non ha un inizio molto promettente.
Il 24 gennaio 1941 l'Upholder lascia il suo ancoraggio per la prima
missione di guerra.
La zona di operazioni assegnatali è quella
di Kerkenah, in acque antistanti la costa tunisina; si tratta di
tendere agguati sulla rotta tra l'Italia e Tripoli, uno dei porti
più trafficati dalle navi nemiche.
Alle 14,33 del 25 gennaio, Wanklyn riceve il rapporto
di un aereo da ricognizione che ha avvistato un convoglio dell'Asse;
viene tracciata la rotta di intercettazione e, nella notte del giorno
successivo, entra in contatto con tre mercantili scortati da un
cacciatorpediniere.
Da circa 2500 metri Wanklin lancia una prima coppia di siluri, ma
ha calcolato male la velocità delle navi e gli ordigni vanno
a vuoto. Riesce a riportarsi in posizione favorevole per un secondo
tentativo ma anche questa volta i due siluri che lancia si perdono.
Il giorno dopo avvista altre tre unità che nella notte hanno
incautamente lasciato acceso le luci di poppa; tenta di raggiungerle
ma la sua velocità non glielo consente.
Alle 4.30 aggancia due grossi trasporti provenienti da Est (quindi
carichi di materiale) scortati da un mercantile armato; riesce a
portarsi a distanza utile e lancia due siluri in successione. Dodici
secondi dopo ha la soddisfazione di constatare il primo centro della
sua carriera.
A farne le spese é "Duisberg",
una nave da 7899 tonnellate di stazza che tuttavia riuscirà
a raggiungere il porto di Tripoli dove passerà alcuni mesi
per le necessarie riparazioni.
Wanklyn prosegue nel pattugliamento senza trovare bersagli fino
al 19, quando inquadra tre navi scortate da un caccia torpediniere.
Ancora una volta i motori dell'Upholder non sono in grado di consentirgli
di raggiungere il nemico.
Il 30 incontra altre tre navi, questa volta protette
da un'unità anti-sommergibile; Wanklyn tenta il colpo gobbo
lanciando da grande distanza ( circa 4000 metri) ma la fortuna non
gli é favorevole.
Di positivo resta che l'avversario non si é
accorto di nulla.
Le dimensioni ridotte della Classe U spingono il comandante inglese
a navigare in superficie durante le ore notturne onde avere maggiori
possibilità di avvistamento.
Medita anche di attaccare restando in emersione
ma si rende conto che i motori non hanno la potenza sufficiente.
La seconda missione dell'Upholder ha inizio il
12 febbraio, dopo aver completato delle esercitazioni con il cacciatorpediniere
Havock.
Alle 19.10, mentre naviga a circa 25 miglia a sud di Malta, Wanklyn
avvista la sagoma di un sommergibile.
Subito si prepara per un eventuale attacco; tuttavia,
non ha la certezza che il battello sia nemico.
Decide di tentare di mettersi in contatto per mezzo
di segnalazioni ottiche.
Ripete per due volte il tentativo senza ottenere risposta e solo
a questo punto opta per l'azione; a meno di duemila metri inquadra
il bersaglio e alle 19.35 sta per dare l'ordine di lancio quando
si accorge che la silhouette del "nemico" é quella
di un Classe "T" inglese.
Per pochissimo evita di affondare il sommergibile Truant che sta
rientrando da una missione.
Nelle successive due uscite le cose non vanno meglio:
a Wanklyn si presentano diverse occasioni, ma per motivi che vanno
da errori di calcolo nel lancio dei siluri a guasti improvvisi ai
sistemi di tiro o ai siluri stessi, il risultato non cambia; nessun
colpo a segno.
Il suo diretto superiore, Capitano Simpson (ufficiale ai cui ordini
Wanklyn aveva servito quando era imbarcato sul "Porpoise")
decide di rimuoverlo dal comando dell'Upholder, visti gli inconsistenti
risultati ottenuti fino a quel momento.
Wanklyn chiede che gli venga offerta un'ultima opportunità
e Simpson gliela concede; i fatti dimostreranno che tale concessione
fu quanto mai opportuna.

Il Capitano C.W.G. "Shrimp" Simpson, comandante
della Decima Flottiglia Sommergibili dispiegata a Malta.
Conosceva bene Wanklyn avendolo avuto come
Primo Ufficiale sul sommergibile Porpoise.
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Conscio di giocarsi il tutto per tutto Wanklyn
salpa il 21 aprile alle 19.00 per l'area di Kerkenah.
Quattro giorni dopo avvista ed attacca un grosso
mercantile; questi non issa alcuna bandiera di riconoscimento, ma
la vicinanza di alcuni trawler armati italiani gli basta a farlo
ritenere nemico.
Wanklyn si catapulta a tutta forza nella sua direzione
e lancia un siluro da soli 500 metri di distanza.
Questa volta fa centro.
La nave affonderà 6 ore dopo; si trattava
della "Antonietta Laura", di 5428 tonnellate.
E' il primo affondamento per il sommergibile inglese
ed il suo equipaggio.
Il giorno dopo Wanklyn riceve un messaggio radio con il quale gli
viene ordinato di raggiungere un punto della costa presso il quale
un mercantile tedesco ed un cacciatorpediniere italiano si trovano
fermi; probabilmente arenati sulle secche. Queste due navi sono
danneggiate e rappresentano i superstiti di un convoglio decimato
dai cacciatorpediniere inglesi nella notte tra il 15 ed il 16 Aprile.
Bisogna impedire il loro recupero.
L'Upholder arriva in vista della motonave "Arta" alle
prime luci del giorno dopo; attende l'oscurità eseguendo
un vasta ricognizione della zona, dopodiché, navigando su
di un fondale di circa 9 metri, abborda il mercantile in stile pirati
della Malesia.
La nave é deserta, arenata ed allagata in
buona parte; risulta carica di veicoli destinati all'Afrika Korps;
Wanklyn preleva mappe, documenti di ogni tipo, armi leggere, elmetti,
tascapane ed ogni sorta di oggetto che può imbarcare, infine
la incendia e si dirige verso la nave italiana.
Questa non é in posizione favorevole per essere silurata,
e mentre Wanklyn manovra per portarsi a tiro, l'Upholder , alle
20,40, si arena su di un basso fondale, a circa tremila metri dal
cacciatorpediniere.
Dopo poco, improvvisamente e senza una ragione
apparente, il battello si libera dalla morsa del fondale e, a questo
punto, il suo comandante decide di lasciar perdere il bersaglio
riguadagnando il mare aperto.
Il cacciatorpediniere italiano é il Baleno, ed é in
pratica un relitto abbandonato.
Faceva parte del convoglio "Tarigo",
composto dai mercantili tedeschi Arta, Aegina, Iserlohn, Adana,
e dall'italiano Sabaudia. Risultavano scortati, oltre che dal Baleno,
dai caccia Tarigo e Lampo.
L'attacco portato loro da quattro cacciatorpediniere inglesi aveva
causato la perdita di tutte le unità componenti il convoglio,
ad eccezione del Lampo, salvatosi miracolosamente.
Il Baleno, abbandonato dall'equipaggio, era stato
spinto dalle correnti sulle secche.
In seguito si sarebbe rovesciato diventando irrecuperabile.
| Il
cacciatorpediniere Baleno (Classe Freccia/Folgore) arenato
sulle secche di Kerkennah.
Alle 02.20 del 16 Aprile 1941 quattro caccia inglesi (Janus,
Nubian, Mohawk e Jervis) attaccarono un convoglio composto
da 5 piroscafi e scortato da tre caccia italiani (Tarigo,
Lampo e Baleno).
L'unica nave che riuscì a salvarsi fu il Lampo; tutte
le altre furono affondate.
Gli inglesi perdettero il cacciatorpediniere
Mohawk.
Nel giugno successivo, il suo relitto fu
esplorato più volte da subacquei italiani che recuperarono
cifrari e documenti di notevole importanza.
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Il primo
Maggio, in mattinata, Wanklyn vede un grosso mercantile che però
é fuori portata e troppo veloce per il suo Upholder; la rotta
sulla quale staziona é decisamente battuta ed infatti, poco
dopo le 11.00 incontra un convoglio zigzagante di cinque motonavi
disposte su due file, scortate da ben quattro cacciatorpediniere
italiani.
Si porta in posizione ottimale, e da circa 1000 metri lancia 4 siluri
mirando alla nave capofila della colonna più vicina.
Tre vanno a segno; Wanklyn non si allontana e più
tardi va a quota periscopica per osservare l'esito dell'attacco.
Uno dei trasporti sta affondando di poppa mentre
un altro, visibilmente appruato, si sta allontanando con la scorta
di uno dei caccia.
E' però terribilmente lento, riuscendo a
percorrere solo 2 miglia in un'ora.
Sul sommergibile si ricaricano i tubi di lancio con gli ultimi due
ordigni a disposizione; Wanklyn non si lascia sfuggire l'opportunità,
non usuale, di raggiungere la nave con tutta calma e di porsi nella
miglior posizione per il tiro.
Da 1200 metri fa doppiamente centro e per la "Leverkusen",
di 7836 tonnellate, é la fine. La prima vittima risulterà
essere stata la motonave "Arcturus", di 2586 tonnellate.
Quando, il 3 Maggio, l'Upholder fa il suo ingresso
nella baia di Marsamuscetto a Malta, alcuni abitanti dell'isola
credono sia un sommergibile tedesco venuto ad arrendersi ed in breve
una piccola folla si assiepa sul lungomare.
L'equipaggio festante é schierato in coperta
e indossa gli elmetti e parte dell'equipaggiamento trovato sulla
"Arta", inoltre, sull'asta porta bandiera, é issata
la nera insegna dei pirati, il Jolly Roger, con tanto di teschio
e tibie incrociate, con l'aggiunta di una stella per ogni nave affondata.
Per Wanklyn e la sua "ciurma" é un bel momento.
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