di Alberto Sala


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Sommergibili, caccia ed incrociatori

 

L'otto novembre 1941 Wanklyn intercetta un sottomarino italiano che identifica come appartenente alla Classe Perla.

Uno dei quattro siluri lanciati raggiunge il bersaglio che si inabissa immediatamente. Da parte italiana tuttavia non si ammetteranno perdite di battelli in quella circostanza.

 

Alla fine della giornata l'Upholder riceve una segnalazione radio con la quale viene informato che nelle prossime ore, nella zona in cui sta navigando, una formazione navale inglese cercherà di intercettare un grosso convoglio nemico.
Wanklyn suppone che il sommergibile da lui colpito faccia parte dello schermo protettivo del convoglio in questione e decide di restare in zona; é a sud dello stretto di Messina.

 

Quella notte si consuma una delle più pesanti sconfitte navali subite dalla Marina Italiana: il convoglio "Duisburg"é costituito da sette mercantili e dispone di una scorta ravvicinata di sei cacciatorpedinere (Oriani, Libeccio, Euro, Maestrale, Fulmine e Grecale). A poche miglia di distanza, come ulteriore forza difensiva, la terza Divisione Navale (due Incrociatori pesanti il Trento ed il Trieste, gemelli da oltre 10.000 tonnellate con otto pezzi principali da 205 ciascuno ) assieme all'intera tredicesima squadriglia caccia.

 



L'incrociatore pesante "Trento". Assieme al gemello "Trieste" non riuscì ad impedire la totale distruzione del convoglio che avrebbe dovuto proteggere (con la non trascurabile collaborazione di un'intera squadriglia di cacciatorpediniere).

L'ammiraglio Brivonesi, comandante della Terza Divisione Navale e responsabile dell'operazione di scorta, perse il comando in mare in seguito al disastro.
Il 15 giugno 1942, durante le operazioni tese ad impedire l'arrivo di un convoglio di rifornimenti all'isola di Malta, il Trento fu colpito da un siluro lanciato da un bimotore inglese tipo "Beufort" ed immobilizzato. Quattro ore dopo il sommergibile classe U "Umbra" finiva il lavoro colandolo a picco.


 

Sulle tracce del convoglio é scesa la "Forza K", un gruppo navale formato da due caccia e due piccoli incrociatori leggeri basato a Malta.


Alle ore 00,40 del 9 Novembre, le navi inglesi incoccano la formazione italiana. Forse sono aiutati dal radar imbarcato sull'incrociatore Aurora che tuttavia non rileva la presenza (a poche miglia di distanza) degli incrociatori pesanti avversari.

La loro azione é fulminea e devastante: in linea di fila penetrano lo schermo dei caccia italiani affondando subito il "Fulmine", passano di prora al convoglio e virando a sinistra lo affiancano su una rotta parallela e contraria facendo fuoco in continuazione. Giunti alla coda della formazione avversaria, virano ancora a sinistra per poi allontanarsi da dove erano arrivati. In questa fase scorgono vicinissime la navi della terza Divisione ma non se ne curano, proseguendo nell'opera di distruzione dei preziosi trasporti.
Il tutto dura meno di trenta minuti. In questo lasso di tempo tutti i sette mercantili sono affondati.

I danni per le navi inglesi sono pressoché nulli. Gli incrociatori dell'Ammiraglio Brivonesi sono stati incredibilmente impotenti di fronte ad un nemico di gran lunga inferiore che ha invece dimostrato una capacità offensiva impressionante. I cacciatorpedinere italiani sono rimasti come intontiti dalla tattica degli avversari e non hanno messo a segno neppure un colpo di cannone (l'incrociatore inglese "Penelope"rientrerà a Malta con centinaia di segni causati dalle mitragliere avversarie, a testimonianza della distanza estremamente ravvicinata alla quale era avvenuto lo scontro).

 

Wanklyn giunge sulla scena del disastro ( per gli italiani ) nelle prime ore del mattino.

Dal periscopio vede numerose navi intente a cercare e recuperare i naufraghi che affollano quel tratto di mare e contro di esse lancia una salva di 4 siluri.

Purtroppo due degli ordigni sono affetti da avarie e deviano dalla rotta prestabilita, il terzo manca la prua di una grossa unità di pochissimo e solo l'ultimo coglie il bersaglio che in questo frangente risulterà essere il caccia " Libeccio".

Questi affonderà poche ore dopo andando ad incrementare il numero dei successi ottenuti dall'Upholder.

 

Come spesso accade, le informazioni relative ad eventi bellici sono discordanti a seconda delle fonti cui si ha accesso. Nel caso dell'Upholder, ed in relazione alle vicende inerenti il periodo tra Novembre 1941 e primi di Gennaio '42, ecco che per gli Inglesi il sommergibile del Comandante Wanklyn avrebbe colpito anche un caccia, (danneggiandolo gravemente) oltre ad affondare il Libeccio.

Per gli Italiani il caccia danneggiato non sussiste, così come non sussiste l'affondamento del sommergibile Classe "Perla". Per contro, il volume edito nel 1978 e curato dall'Ufficio storico della Marina Militare Italiana, ascrive all'Upholder la perdita del sommergibile "Saint Bon", avvenuta il 5 Gennaio 1942 in seguito a siluramento nel corso di un trasporto di munizioni e carburante con destinazione Tripoli.

 

 

 

 

Il cacciatorpediniere Libeccio sta affondando dopo essere stato colpito da un siluro lanciato dall'Upholder.

Era intento a recuperare i naufraghi del convoglio "Duisburg", annientato la notte precedente.

Si raccolgono i naufraghi della Neptunia e dell'Oceania.
Per qualunque nave fermarsi a prestare questo tipo di soccorso poteva rivelarsi fatale.
Immobili, rappresentavano un bersaglio ideale per il sommergibile nemico che fosse stato presente sulla scena.
Le navi alleate che componevano i convogli in Atlantico avevano ordini tassativi che proibivano loro di fermare le macchine per recuperare eventuali naufraghi di unità colate a picco in seguito ad attacchi nemici.

 

 

Un Tricheco sfortunato

 

Vi sono unità che, a dispetto della bravura e dell'impegno profuso dal proprio equipaggio, non possono che dirsi sfortunate. E' il caso del sommergibile Classe Squalo "Tricheco".

 

Varato nel Settembre 1930 dai Cantieri di Monfalcone, durante le prove in mare entra in collisione con un peschereccio che solo per miracolo non affonda.
Nel 1933 a La Spezia scoppia un incendio a bordo che viene prontamente soffocato.
Sempre nelle acque del porto ligure, l'anno successivo, urta contro una gru danneggiando fortemente il periscopio e le parti ottiche.
Dopo due anni passati a Massaua (Africa Orientale Italiana) rientra in Patria.

Nel corso della Guerra civile Spagnola effettua un missione speciale della durata di 12 giorni. La sfortuna sembra essere lontana quando ecco che, il giorno 8 Ottobre del 1940, mentre é in navigazione nelle acque del Canale di Caso, viene in contatto con un sommergibile che é ritenuto nemico e conto il quale vengono lanciati due siluri.

Ambedue vanno a segno. Purtroppo si scoprirà che il battello affondato (con l'intero equipaggio) era l'Italiano "Gemma".

 

Il destino beffardo aspetterà il Tricheco il 18 Marzo del 1942 nei pressi del porto di Brindisi.
In quelle acque ha collocato il terribile "Upholder" che, in agguato, avvista lo sfortunato battello e lo colpisce con un siluro. Il tricheco si spezzerà in due tronconi affondando in pochi secondi.

 

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