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Sommergibili, caccia ed
incrociatori
L'otto novembre 1941 Wanklyn intercetta un sottomarino
italiano che identifica come appartenente alla Classe Perla.
Uno dei quattro siluri lanciati raggiunge il bersaglio
che si inabissa immediatamente. Da parte italiana tuttavia non si
ammetteranno perdite di battelli in quella circostanza.
Alla fine della giornata l'Upholder riceve una
segnalazione radio con la quale viene informato che nelle prossime
ore, nella zona in cui sta navigando, una formazione navale inglese
cercherà di intercettare un grosso convoglio nemico.
Wanklyn suppone che il sommergibile da lui colpito faccia parte
dello schermo protettivo del convoglio in questione e decide di
restare in zona; é a sud dello stretto di Messina.
Quella notte si consuma una delle più pesanti
sconfitte navali subite dalla Marina Italiana: il convoglio "Duisburg"é
costituito da sette mercantili e dispone di una scorta ravvicinata
di sei cacciatorpedinere (Oriani, Libeccio, Euro, Maestrale, Fulmine
e Grecale). A poche miglia di distanza, come ulteriore forza difensiva,
la terza Divisione Navale (due Incrociatori pesanti il Trento ed
il Trieste, gemelli da oltre 10.000 tonnellate con otto pezzi principali
da 205 ciascuno ) assieme all'intera tredicesima squadriglia caccia.
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L'incrociatore pesante "Trento". Assieme al gemello
"Trieste" non riuscì ad impedire la totale
distruzione del convoglio che avrebbe dovuto proteggere (con
la non trascurabile collaborazione di un'intera squadriglia
di cacciatorpediniere).
L'ammiraglio Brivonesi, comandante della Terza Divisione Navale
e responsabile dell'operazione di scorta, perse il comando
in mare in seguito al disastro.
Il 15 giugno 1942, durante le operazioni tese ad impedire
l'arrivo di un convoglio di rifornimenti all'isola di Malta,
il Trento fu colpito da un siluro lanciato da un bimotore
inglese tipo "Beufort" ed immobilizzato. Quattro
ore dopo il sommergibile classe U "Umbra" finiva
il lavoro colandolo a picco.
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Sulle tracce del convoglio é scesa la "Forza
K", un gruppo navale formato da due caccia e due piccoli incrociatori
leggeri basato a Malta.
Alle ore 00,40 del 9 Novembre, le navi inglesi incoccano la formazione
italiana. Forse sono aiutati dal radar imbarcato sull'incrociatore
Aurora che tuttavia non rileva la presenza (a poche miglia di distanza)
degli incrociatori pesanti avversari.
La loro azione é fulminea e devastante:
in linea di fila penetrano lo schermo dei caccia italiani affondando
subito il "Fulmine", passano di prora al convoglio e virando
a sinistra lo affiancano su una rotta parallela e contraria facendo
fuoco in continuazione. Giunti alla coda della formazione avversaria,
virano ancora a sinistra per poi allontanarsi da dove erano arrivati.
In questa fase scorgono vicinissime la navi della terza Divisione
ma non se ne curano, proseguendo nell'opera di distruzione dei preziosi
trasporti.
Il tutto dura meno di trenta minuti. In questo lasso di tempo tutti
i sette mercantili sono affondati.
I danni per le navi inglesi sono pressoché
nulli. Gli incrociatori dell'Ammiraglio Brivonesi sono stati incredibilmente
impotenti di fronte ad un nemico di gran lunga inferiore che ha
invece dimostrato una capacità offensiva impressionante.
I cacciatorpedinere italiani sono rimasti come intontiti dalla tattica
degli avversari e non hanno messo a segno neppure un colpo di cannone
(l'incrociatore inglese "Penelope"rientrerà a Malta
con centinaia di segni causati dalle mitragliere avversarie, a testimonianza
della distanza estremamente ravvicinata alla quale era avvenuto
lo scontro).
Wanklyn giunge sulla scena del disastro ( per gli
italiani ) nelle prime ore del mattino.
Dal periscopio vede numerose navi intente a cercare
e recuperare i naufraghi che affollano quel tratto di mare e contro
di esse lancia una salva di 4 siluri.
Purtroppo due degli ordigni sono affetti da avarie
e deviano dalla rotta prestabilita, il terzo manca la prua di una
grossa unità di pochissimo e solo l'ultimo coglie il bersaglio
che in questo frangente risulterà essere il caccia "
Libeccio".
Questi affonderà poche ore dopo andando
ad incrementare il numero dei successi ottenuti dall'Upholder.
Come spesso accade, le informazioni relative ad
eventi bellici sono discordanti a seconda delle fonti cui si ha
accesso. Nel caso dell'Upholder, ed in relazione alle vicende inerenti
il periodo tra Novembre 1941 e primi di Gennaio '42, ecco che per
gli Inglesi il sommergibile del Comandante Wanklyn avrebbe colpito
anche un caccia, (danneggiandolo gravemente) oltre ad affondare
il Libeccio.
Per gli Italiani il caccia danneggiato non sussiste,
così come non sussiste l'affondamento del sommergibile Classe
"Perla". Per contro, il volume edito nel 1978 e curato
dall'Ufficio storico della Marina Militare Italiana, ascrive all'Upholder
la perdita del sommergibile "Saint Bon", avvenuta il 5
Gennaio 1942 in seguito a siluramento nel corso di un trasporto
di munizioni e carburante con destinazione Tripoli.
Il cacciatorpediniere Libeccio sta affondando dopo essere
stato colpito da un siluro lanciato dall'Upholder.
Era intento a recuperare i naufraghi del convoglio "Duisburg",
annientato la notte precedente.
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Si raccolgono i naufraghi della Neptunia
e dell'Oceania.
Per qualunque nave fermarsi a prestare questo tipo di soccorso
poteva rivelarsi fatale.
Immobili, rappresentavano un bersaglio ideale per il sommergibile
nemico che fosse stato presente sulla scena.
Le navi alleate che componevano i convogli in Atlantico
avevano ordini tassativi che proibivano loro di fermare
le macchine per recuperare eventuali naufraghi di unità
colate a picco in seguito ad attacchi nemici.
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Un Tricheco sfortunato
Vi sono unità che, a dispetto della bravura
e dell'impegno profuso dal proprio equipaggio, non possono che dirsi
sfortunate. E' il caso del sommergibile Classe Squalo "Tricheco".
Varato nel Settembre 1930 dai Cantieri di Monfalcone,
durante le prove in mare entra in collisione con un peschereccio
che solo per miracolo non affonda.
Nel 1933 a La Spezia scoppia un incendio a bordo che viene prontamente
soffocato.
Sempre nelle acque del porto ligure, l'anno successivo, urta contro
una gru danneggiando fortemente il periscopio e le parti ottiche.
Dopo due anni passati a Massaua (Africa Orientale Italiana) rientra
in Patria.
Nel corso della Guerra civile Spagnola effettua
un missione speciale della durata di 12 giorni. La sfortuna sembra
essere lontana quando ecco che, il giorno 8 Ottobre del 1940, mentre
é in navigazione nelle acque del Canale di Caso, viene in
contatto con un sommergibile che é ritenuto nemico e conto
il quale vengono lanciati due siluri.
Ambedue vanno a segno. Purtroppo si scoprirà
che il battello affondato (con l'intero equipaggio) era l'Italiano
"Gemma".
Il destino beffardo aspetterà il Tricheco
il 18 Marzo del 1942 nei pressi del porto di Brindisi.
In quelle acque ha collocato il terribile "Upholder" che,
in agguato, avvista lo sfortunato battello e lo colpisce con un
siluro. Il tricheco si spezzerà in due tronconi affondando
in pochi secondi.
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