di Alberto Sala


Pag.5

La missione numero 25

 

All'inizio di Aprile '42 l'Upholder ha raggiunto quota 24 per quel che concerne il numero di missioni compiute e si appresta a tornare in Patria.

Infatti il suo ritorno, per revisione al battello e per un meritato periodo di riposo per l'equipaggio, era previsto dopo il compimento di 25 missioni.
Gli Inglesi gli attribuiscono l'affondamento di 15 navi da trasporto (11 per gli Italiani), 3 sommergibili (2 secondo fonti italiane) 2 cacciatorpediniere ed 1 trawler armato.

Ha inoltre danneggiato altri 4 trasporti ed un incrociatore.
Il Comandante Wanklyn é stato decorato due volte ed ha ricevuto diversi encomi e citazioni di merito; il suo nome é ormai famoso nella Flotta Britannica.

 

La sua ultima missione prevede inizialmente lo sbarco sulla costa africana di agenti speciali oltre al recupero di un capitano dei Commandos ed il suo trasbordo sul sommergibile Unbeaten, col quale viene fissato un appuntamento; indi si porterà ancora una volta nell'area di Kerkenah per intercettare il naviglio mercantile nemico.
Il 6 Aprile 1942 l'Upholder lascia Malta.

Tutto sembra filare liscio; l'undici, come previsto, si incontra con l'Umbeaten al quale affida il recuperato Capitano Wilson, dei Commandos.

 

E' l'ultima volta che qualcuno vedrà l'Upholder.

 

Quale sia stata la sua fine é ancora oggi un mistero.

Di certo si sa che il battello non rispose al convenuto segnale lanciatogli dal sommergibile Trasher la sera del 14.
Sia il Trasher (operante nel Golfo della Sirte), che il sommergibile Urge, in quella data rilevarono pesanti bombardamenti effettuati dal nemico con cariche subacquee.
Da parte italiana vi sono una serie di rapporti provenienti sia da velivoli della Regia Marina, sia da unità navali, che indicano azioni anti-sommergibile che tuttavia non hanno avuto conferme decisive in merito ai risultati.

 

Le ipotesi, perché solo di ipotesi si può parlare, suggeriscono tre opzioni:

  • Primo: l'Upholder é andato perso a causa di avaria grave in immersione o per errore umano.
    Certo le possibilità sono scarse se si considera l'esperienza maturata dall'equipaggio e dal suo comandante, ma non può essere esclusa a priori.
    Gli errori più gravi spesso, in tutte le attività, sono commessi dai maggiormente esperti.
  • Secondo: la perdita é da attribuirsi a urto con una mina.

    Tutto sommato questa possibilità é a mio parere la meno probabile.
    Non erano stati stesi sbarramenti minati di recente e l'ubicazione di quelli esistenti era verosimilmente nota agli inglesi.
    Un errore di rotta é certo possibile ma poco probabile.

  • Terza ed ultima opzione: l'Upholder é rimasto vittima dell'azione anti-sommergibile svolta dalla torpediniera "Pegaso". Il giorno 14 questa unità stava navigando con funzione di scorta ad un convoglio diretto a Tripoli ed ebbe un contatto ecogoniometrico con un possibile sommergibile; subito dopo effettuò un passaggio con lancio di bombe di profondità in seguito al quale il contatto venne perso.

 

Non vi fu avvistamento di macchie di nafta o rottami, tuttavia non si deve escludere che i danni, se ce ne furono, riportati dal probabile sommergibile, possano essere stati tali da comprometterne la funzionalità al punto da impedirne l'emersione o ne abbiano causato l'affondamento anche ore dopo l'attacco.
Occorre pure dire che il punto ove avvenne il contatto risulta spostato verso Nord di ben cento miglia rispetto alla zona di operazioni affidata all'Upholder, ma questo senza dimenticare che le caratteristiche del Comandante Wanklyin portano a considerare "normale" che egli possa aver spinto il suo battello in altre acque, onde ricercare prede e/o sfuggire ad una attività aero navale italiana (con funzioni anti-sommergibile) in quel momento giudicata particolarmente intensa.

 

Quale che sia stata la causa comunque, l'Upholder aveva raggiunto sul fondo del mare le quasi centomila tonnellate di naviglio nemico che aveva affondato in 16 mesi di guerra.

 

La Royal Navy mantenne segreta la scomparsa di Wanklyn e del suo equipaggio per ben quattro mesi; solo il 22 Agosto diramò un comunicato con il quale si portava a conoscenza dell'opinione pubblica l'accaduto.

In esso l'Ammiragliato, che solitamente utilizzava un linguaggio molto freddo e compassato, dedicava un inusuale tributo al Comandante Wanklyn ed ai suoi uomini, esprimendo un profondo rammarico per la loro perdita ed indicando in Wanklyn un esempio indimenticabile, non solo per le doti professionali, ma anche per il fine carattere e la straordinaria carica di umanità con la quale si era fatto non solo rispettare ma addirittura amare da tutti coloro che lo avevano conosciuto.

 

 


Il Comandante Malcom David Wanklyn (al centro) con parte dell'equipaggio dell'Upholder

 

 

Il Comandante Malcom David Wanklyn (al centro) con parte dell'equipaggio dell'Upholder
in un'immagine delle prime settimane del 1942.

La foto era stata spedita alla propria madre dal marinaio che vi compare quinto da destra, anch'egli scomparso nel corso dell'ultima missione.

 


modello in bronzo del sommergibile Upholder

 

Il modello in bronzo del sommergibile Upholder

 

Pag.5

 

 
 

 

HOMEPag.1 | Pag.2 | Pag.3 | Pag.4 | Pag.5