U 2336 : l'ultimo lupo

 

Da cacciatori a prede

Il 6 Marzo 1941, il Premier inglese Wiston Churchill coniò un termine che venne poi ripreso e mantenuto fino ai nostri giorni: Battaglia dell'Atlantico.
Con tale denominazione si indica tutto l'insieme di operazioni sottomarine, navali ed aeree, intraprese dalle parti in lotta, inerenti l'attacco e la difesa delle rotte di rifornimento tra il continente Nord Americano e l'Inghilterra.
In genere questa lunga battaglia viene divisa in sette fasi, ognuna delle quali ha per data di inizio un particolare avvenimento di carattere strategico.
Fu al principio della sesta fase (Maggio 1943) che gli U-boot tedeschi si trovarono in una situazione che, pur con fasi altalenanti, li avrebbe visti passare dal ruolo di cacciatori a quello di prede.



Il Rajputana era una nave da 16.644 ton. di stazza in grado di trasportare 595 passeggeri in due classi. All'inizio del conflitto venne armato ed adibito alla scorta di convogli quale incrociatore ausiliario.
Fu silurato dall'U-108 ad ovest delle coste irlandesi il 13 Aprile 1941.
Questa drammatica foto lo ritrae in affondamento e si presta benissimo a ricordare le circa 1400 navi mercantili (la cifra si riferisce solo ad unità Inglesi e del Commonwealt) colpite da sommergibili dell'Asse in Atlantico.



Maggio e Giugno 1943 furono i mesi peggiori in assoluto per i battelli germanici, che subirono il maggior numero di perdite a fronte del peggior risultato in termini di affondamenti.
Si era passati da un rapporto di 12 navi affondate per ogni sommergibile perduto (1942) al non sostenibile 2 navi per 1 sommergibile.
In quello che si può definire "anno horribilis" per i lupi dell'Ammiraglio Doenitz , ben 245 unità non fecero ritorno alla base.
Nella seconda metà del 1944 la situazione generale per i sommergibili tedeschi era pessima.
Molte unità venivano perse nella fase di partenza o di rientro dalla missione mentre gli attacchi al naviglio Alleato erano diventati un vero e proprio azzardo con la morte.
Le possibilità di sfuggire alla caccia delle navi di scorta dopo aver lanciato erano circa 1 su 2.
La navigazione in superficie poteva avvenire solo di notte e ben lontano da qualunque nave; anche in quel caso tuttavia non era difficile trovarsi improvvisamente illuminati dai riflettori di qualche bombardiere caccia-sommergibili e tempestati di ordigni di tutti i generi, sopratutto nelle acque dove si era obbligati a passare quali quelle del Golfo di Biscaglia.
La rete di sommergibili rifornitori era stata annientata totalmente; questi battelli, denominati "mucche da latte" avevano consentito il prolungamento delle missioni fornendo in mare aperto ogni genere di materiale ai loro fratelli "lupi" impegnati nella caccia ai convogli.
Lenti e poco manovrieri, era stati scovati uno dopo l'altro dagli aerei Alleati ed affondati (l'ultimo rifornitore, l'U 1062, un VII F per approvvigionamento siluri, verrà affondato il 30 settembre '44



Incontro in Atlantico.
Ben 4 sommergibili d'attacco si incontrano con un rifornitore (a sinistra, un Typ XIV) per ricevere carburante, siluri, acqua e viveri.
Col proseguo della guerra scene di questo tipo divennero sempre più rare.
I sommergibili rifornitori infatti, lenti, poco manovrieri e con tempi di immersione molto lunghi, non avevano scampo se scoperti in superficie da aerei nemici.



I motivi di questo stato di cose sono molti ma si possono raggruppare in una sola considerazione:
la tecnologia Anglo-Americana era in quel momento più avanzata di quella tedesca.
La prima e per molti versi più efficace arma in mano agli Alleati era la famosa (famosa ora, perché rimase segretissima anche per molti anni dopo la fine della guerra) "Ultra", la strumentazione che fin dal 1941 aveva consentito la lettura di tutte le comunicazioni in codice tra i battelli tedeschi ed il loro Comando Superiore.
E' in fondo stupefacente oggi pensare alla fiducia assoluta che i tedeschi riponevano nella loro macchina per criptare i messaggi, vale a dire "Enigma".
Essi non dubitarono mai della sua inviolabilità per almeno quattro anni; solo a metà circa del 1944 venne introdotto un ulteriore rotore denominato Triton (che rese i messaggi non leggibili per circa tre mesi, dopodiché gli Inglesi tornarono a conoscere il contenuto delle comunicazioni tra sommergibili e comandi a terra con ritardi di pochissime ore) ma senza credere che il nemico potesse realmente aver accesso alle trasmissioni radio.
Altra arma, anch'essa della prima ora, contro i sommergibili, era l' ASDIC, o sonar come oggi viene chiamato.
Essa era divenuta ormai diffusissima su tutte le navi adibite a scorta; sempre più perfezionata, poteva, se utilizzata da personale esperto , distinguere l'eco di un sommergibile da quello di un falso bersaglio lanciato dal battello che si stava cacciando.
Si era giunti a formare le coppie di unità specializzate nella lotta anti-sommergibile denominate "Hunter-Killer"; queste erano costituite da una nave il cui unico compito era individuare e mantenere il contatto col sommergibile, senza sparare ma trasmettendo tutti i dati ad una seconda nave, attrezzata appositamente con armi speciali e che usufruendo delle informazioni ricevute, provvedeva a colpire il battello in fuga.
Queste armi erano costituite, oltre che dalle note bombe di profondità, dai nuovi sistemi denominati SQUID ed HEDGEOG, in grado di saturare di ordigni aree molto grandi di mare in tempi brevissimi a varie profondità.
Anche il RADAR era divenuto di uso comune ed era cresciuto in precisione; nessuna torre di sommergibile, per quanto piccola, poteva sfuggire alla loro ricerca.
Gli attacchi condotti nottetempo in emersione dai branchi di lupi tedeschi che si inserivano nei convogli erano diventati ormai un lontano ricordo.
Ma il mezzo anti-sommergibile per eccellenza si dimostrò essere l'aereo.
Esso ora poteva operare in pratica ovunque sul mare grazie all'avvento della ESCORT CARRIER, ovvero la portaerei di scorta. Queste navi erano delle piccole portaerei, semplici, di facile costruzione, robuste e veloci, con una forza imbarcata di 25-30 velivoli; potevano fornire una copertura aerea ininterrotta ai convogli anche nelle zone di mare estremamente distanti da qualunque costa e conseguentemente non raggiungibili dagli aerei con basi sulla terraferma.



24 Agosto 1943 L'U-185 sta affondando dopo essere stato colpito da aerei americani decollati dalla portaerei di scorta "Core".
Trenta uomini dell'equipaggio furono tratti in salvo.
Di norma il numero dei superstiti era molto, molto più basso.


 

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