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Sydney e Kiel
La prima parte della carriera operativa
del Sydney si svolse in Europa, come unità australiana
aggregata alla Mediterranean Fleet inglese. Circa dieci
mesi di crociere tra Gibilterra, Malta ed i principali
approdi del bacino Mediterraneo.
Il 2 Agosto del 1936 arriva nelle acque del continente
Australe ove resterà poco più di tre anni
e mezzo.
Mentre il Sydney solca tranquillo alcuni
dei più bei mari del mondo, dalla parte opposta
del pianeta, in una città industriale fredda
e tutto sommato tetra, col cielo che di rado appare
totalmente azzurro, viene varata una grossa nave mercantile
cui é imposto il nome di "Steiermark".
E' destinata alla compagnia Hamburg-America Line.
E' lunga 164 metri, sette in meno dell'incrociatore
australiano, e larga 20.
Un tipico Freighter, con grosse stive
per il trasporto di materiali di ogni genere al di là
dell'Atlantico. Un solo fumaiolo a centro nave, dopo
l'ampio ponte di comando; una selva di braccia di gru
e cime. Terribilmente anonima nella sua comune funzionalità.
Un valido strumento di lavoro che va ad aggiungersi
alla Marina commerciale di una delle nazioni più
popolate dell'Europa e posta al centro del Vecchio Continente.
La città é Kiel, e la
nazione é la Germania. Il calendario segna la
data del 15 Settembre 1938.
In quel periodo tutta l'industria pesante, e non solo,
in Germania, é pervasa da un'attività
frenetica.
Gli anni della disoccupazione e del caos politico e
sociale sembrano lontani, mentre invece non é
trascorso ancora un lustro. L'industria cantieristica
dà lavoro a decine e decine di migliaia di operai
e fatica a soddisfare le richieste che vengono inoltrate
sopratutto dalla neonata Kiegsmarine.
Sono anche gli anni dei bellissimi transatlantici della
nuova Germania, come La Robert Ley o la Wilhelm Gustloff.
In questo contesto, la Steiermark scende in mare assieme
a molte altre navi mercantili in punta di piedi, quasi
come se nessuno se ne stesse interessando.
In realtà é più
che probabile che qualcuno, dalla banchina, stesse osservando
la nave con molta attenzione, le mani affondate nelle
tasche di un soprabito militare con mostrine che lo
identificavano come Ufficiale di Marina.
Marina da Guerra.
Ausiliari & navi Q.
Da quando esistono le navi, i governanti
di uno Stato che fosse entrato in guerra, hanno sempre
provveduto ,per ovvi motivi, a porre la Marina mercantile
a disposizione delle Autorità militari.
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Il
bellissimo transatlantico "CAP
TRAFALGAR" |
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Un
dipinto raffigurante la Battaglia di Trinidad.
Fu
l'unico caso in cui due "Liner"
convertiti in incrociatori ausiliari si
affrontarono in combattimento.
In
primo piano il vincitore: il "Carminia"
della Cunard Line. |
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Il trasporto di truppe e materiali
é certamente l'impegno prioritario cui tutte
le navi nate per impieghi non bellici vennero da sempre
chiamate a svolgere.
Accanto a tale impiego però, una percentuale
non trascurabile di unità si ritrovò ad
essere allestita per compiti che prevedevano l'impiego
di armamento pesante anche in funzione non solo difensiva.
Fu nella Prima Guerra Mondiale che si raggiunse l'apice
per quel che concerne l'uso di navi di questo tipo.
La loro denominazione era "Incrociatore Ausiliario"
ma va subito chiarito che dell'incrociatore queste ultime
avevano ben poco, per non dire nulla, eccezion fatta
per i cannoni.
Anche Liners famosi per la loro bellezza
ed il lusso degli allestimenti si ritrovarono a sfoggiare
mimetizzazioni e pezzi da 150 mm.
Nell'Agosto del 1914, nelle acque dell'isola di Trinidad,
due transatlantici convertiti in Incrociatori Ausiliari,
uno inglese, l'altro germanico, ebbero la ventura di
incontrarsi casualmente dando vita ad un combattimento
epico conclusosi con l'affondamento del bellissimo "Cap
Trafalgar",il più recente e sfarzoso esponente
della compagnia di navigazione tedesca Hamburg- South
America Line.
Uno dei modi meno conosciuti in cui
si impiegarono per scopi militari delle navi civili
é quello delle "Q ships", le navi Q.
Il sistema fu propugnato e fortemente voluto dall'allora
Primo Lord del Mare Inglese e futuro Primo Ministro,
il già a quel tempo famoso Wiston Churchill;
correva l'anno 1915 e si era in piena Guerra Mondiale.
Per chiarire brevemente il cosa ed il perché
di queste navi occorre spendere due parole sul sistema
di combattimento ed ingaggio del nemico da parte di
un altro protagonista della lotta sui mari, il sommergibile.
All'inizio delle ostilità, sommergibilisti tedeschi
dovevano seguire scrupolosamente alcune regole per quel
che riguardava l'attacco alle navi nemiche. Va altresì
rammentato subito che la procedura di navigazione in
convoglio era di là da venire e che le navi viaggiavano
in completa solitudine per la quasi totalità
del loro viaggio.
Queste regole erano in essere da secoli
e riguardavano anche le unità da guerra di superficie
delle maggiori nazioni. Essenzialmente, quando una nave
da guerra (o un sommergibile) intercettava una nave
mercantile avversaria, era fatto obbligo all'attaccante
di preoccuparsi di non causare inutili vittime tra i
marinai della fazione avversa e tra gli eventuali passeggeri
(entrambi civili). Si intimava l'alt alla nave, si consentiva
ai suoi occupanti di prendere posto nelle scialuppe
dopodiché l'assalitore abbordava, se lo riteneva
utile e ne aveva il tempo, la nave per ispezionarla,
infine l'affondava.
Col passare dei mesi, a molti comandanti di sommergibile
tedeschi queste norme cominciarono a far venire loro
l'orticaria; si moltiplicavano infatti i casi in cui
i marinai dei mercantili intercettati tiravano le cose
per il lungo, lanciando contemporaneamente messaggi
radio di soccorso nella speranza che un veloce cacciatorpediniere
amico giungesse al più presto in zona, cosa questa
non certo gradita ai militari teutonici.
Non bastasse, questi ultimi si resero
presto conto che i mercantili inglesi viaggiavano sotto
copertura di bandiere appartenenti a nazioni neutrali,
fatto questo che obbligava a fermare tutte le navi che
si incontravano.
A Churchill lo stratagemma delle bandiere
non bastò; per combattere in modo ancor più
risoluto la minaccia dei sommergibili, ideò le
Mistey Ships, o Q Ships.
Il nome Q ship deriva dal fatto che la base di tali
navi venne collocata nel porto della cittadina irlandese
di Queenstown (oggi Cobb). In pratica si decise di montare
su di un buon numero di mercantili (con equipaggio militare)
dei cannoni a tiro rapido nascosti da false sovrastrutture.
Questi bastimenti dovevano scorrazzare lungo le rotte
più battute e farsi intercettare dai battelli
nemici. Fingendo di essere un indifeso cargo, esse si
sarebbero fatte avvicinare dal sommergibile che le avesse
ordinato l'alt per poi sorprenderlo all'ultimo momento
con una micidiale salva di cannonate sparate dai pezzi
spuntati improvvisamente dai loro nascondigli. Il sommergibile
era (ed in una certa misura resta) una struttura delicata,
priva di forti corazze, per cui anche un colpo immediatamente
non fatale poteva rivelarsi irreparabile nelle ore successive.
In un primo tempo lo stratagemma delle Q ship funzionò.
Diversi battelli caddero nella trappola ed in alcuni
casi gli inglesi non si dimostrarono all'altezza della
fama della loro Marina; si registrarono episodi ove,
una volta affondato il sommergibile, i marinai britannici
si accanirono sui superstiti mitragliandoli. La propaganda
anglosassone aveva dipinto i sommergibilisti come una
banda di pirati assassini ed i marinai della flotta
nutrirono sempre nei loro confronti un odio feroce che
spesso sconfinò in atti assolutamente condannabili.
L'espediente di queste navi mascherate comunque durò
poco ed alla fine il conto sarebbe risultato fortemente
in perdita.

Un
cannone nascosto da una finta scialuppa
di salvataggio a bordo di una "Q ship" |
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L'Ammiragliato si era impegnato come
non mai per mantenere il segreto sulle navi Q ma si
era reso conto che il fare di Queenstown la base operativa
di queste unità,se da una parte era stata una
scelta strategicamente valida per la sua posizione,
dall'altra aveva li suo rovescio della medaglia nel
fatto che tale città era in Irlanda, ed i Irlanda
era attivissimo lo Sinn Féinn, il movimento indipendentista
che, pur di danneggiare l'Inghilterra, non avrebbe certamente
esitato a trasmettere informazioni ad eventuali agenti
tedeschi.
Non é noto se ciò sia accaduto, certo
é che ad un certo punto i sommergibili tedeschi
misero da parte il rispetto delle regole di ingaggio
ed iniziarono ad utilizzare la tecnica del " prima
sparare e poi chiedere spiegazioni". In breve le
Q Ship cominciarono ad essere colpite senza che potessero
mettere in atto la parte per la quale erano state costruite
ed alla infine furono ritirate dal teatro operativo.
Il bilancio finale fu tragico, e non
solo per la Gran Bretagna. Complessivamente le navi
Q affondarono più o meno venti battelli nemici
ma il loro impiego, unito alla pratica dell'uso di false
bandiere ed agli ordini impartiti ai mercantili di reagire
all'alt dei sommergibili in modo sempre ostile (lancio
di messaggi radio, tentativi di speronamento e/o di
fuga) portarono gli equipaggi tedeschi al rapido abbandono
di quella pratica, si potrebbe dire "cavalleresca"
che sino a quel tempo era stata seguita, in favore della
più realistica e sicura tattica del siluramento
indiscriminato di qualunque nave fosse entrata nella
zona di operazioni. Alla fine la politica di Wiston
Churchill si rivelò per quello che era: il tentativo
riuscito di determinare un'escalation nella guerra navale
(nella speranza tra l'altro di coinvolgere nelle ostilità
gli Stati Uniti) che fu pagato con una massiccia perdita
di vite umane.
Inoltre, la lezione del lupo travestito da agnello
non sarebbe stata dimenticata.
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