Dal 1940 al 1943, anno di partenza
dell'ultima nave di questo tipo, furono 9 gli HSK lanciati
sulle rotte degli oceani di tutto il globo.
Una di queste (HSK 8) era la "Steiermark",
il cui nome venne cambiato in "Kormoran."
|

Un
disegno raffigurante la KORMORAN.
|
|
La Kormoran entra in servizio il 9
Ottobre 1940. E' agli ordini del Capitano Theodor Detmers
e si porta nelle acque norvegesi il 3 Dicembre dopo
una serie di prove eseguite nel Baltico. Nel porto di
Stavanger Detmers riceve nuovi ordini: dovrà
attraversare il Canale di Danimarca camuffato da mercantile
Russo, quindi, raggiunto l'Atlantico Centrale, dare
inizio il 19 del mese alla guerra di corsa contro il
naviglio nemico.
A pieno carico disloca 9400 tonnellate
e risulterà essere alla fine la più grande
delle navi corsare tedesche. Dispone di 6 cannoni singoli
da 155 mm. 2 pezzi da 37mm. e svariate mitragliere di
calibro più piccolo; 5 tubi lanciasiluri, 360
mine, un motoscafo veloce attrezzato per la posa delle
mine sotto costa e ben 2 idrovolanti Arado 196. (Non
ha una catapulta, gli aerei venivano calati in mare
con una gru e con essa recuperati dopo il volo).
I suoi motori diesel gli consentono
una velocità massima di 18 nodi. L' autonomia
é di 84.500 miglia nautiche mentre l'equipaggio
assomma a 400 tra ufficiali e marinai.
Il giorno dell'Epifania del 1941 la
Kormoran ha il suo battesimo del fuoco: intercetta e
blocca il piroscafo greco Antonis, di 3730 tonnellate.
Questi non ha nessuna intenzione di fare l'eroe e si
arrende senza alcuna resistenza. Dopo aver prelevato
quanto ritenuto utile, Detmers lo fa affondare con una
carica esplosiva. Le cose sono partite bene.
Venti giorni dopo ha un incontro notturno
con la petroliera inglese British Union che, contrariamente
a quanto immaginabile visto il tipo di nave, reagisce
all'intimazione di fermarsi con il lancio di radiomessaggi
di soccorso e apre il fuoco con l'unico cannone di cui
dispone. Non ha nessuna possibilità di cavarsela.
E' subito sommersa da una valanga di proiettili e si
incendia immediatamente. Ridotta ad una pira galleggiante
che illumina pericolosamente la notte per miglia, é
finita con un siluro. La Kormoran si allontana velocemente,
appena in tempo per non essere intercettata dall'incrociatore
ausiliario HMS Arawa, giunto sulla scena del disastro
poche ore dopo; questi troverà otto superstiti.
Detmers punta a Sud, in pieno Atlantico,
a metà strada tra la coste africane ed il Brasile;
il 29 Gennaio è la volta della nave frigorifero
Afric Star (11.900 tonnellate) che si arrende subito
ma non prima di aver lanciato un segnale in codice con
cui annuncia di essere attaccata da nave corsara. I
72 membri dell'equipaggio sono raccolti dai tedeschi
che hanno la sorpresa di trovare tra loro due giovani
donne in costume da bagno.
Sono due passeggere che nella fretta
di abbandonare la nave non hanno avuto il tempo di rivestirsi.
Racconteranno poi di essere state ospitate nella cabina
di due ufficiali e trattate con ogni riguardo.
Due ore dopo viene avvistato il fumaiolo color blu del
mercantile inglese Eurylochus, il cui abbordaggio risulterà
drammatico. L'Eurylochus rifiuta di fermarsi, apre il
fuoco con un cannone da 75mm. e trasmette il segnale
in codice di attacco da parte di nave corsara. Riesce
a sparare 4 colpi prima che l'artiglieria della nave
tedesca metta a tacere radio e cannone. Si cala il motoscafo
ed una squadra di marinai abborda il mercantile. Trova
11 morti e cattura 42 marittimi (3 inglesi e 39 cinesi);
Altri 18 inglesi e 20 cinesi sono fuggiti a bordo di
una lancia. Nelle stive si scoprono 16 bombardieri pesanti
(privi dei motori, trasportati da un'altra nave) destinati
alla RAF che opera sul fronte africano. Trasferiti a
bordo i prigionieri, viene lanciato un siluro per affondare
la nave ma, mentre l'ordigno lascia il tubo di lancio,
é avvistata la lancia con i fuggitivi che si
sta avvicinando alla murata del mercantile, proprio
nel punto in cui il siluro andrà a colpire. Contemporaneamente
il radio operatore della Kormoran lancia un grido: dalla
Eurylochus qualcuno sta trasmettendo. I tentativi di
segnalare alla piccola imbarcazione di allontanarsi
sono vani e l'esplosione del siluro scaraventa la lancia
ed i suoi occupanti in aria. Una nave spagnola troverà
il giorno dopo 27 superstiti, tra cui il comandante.
Il 7 Febbraio la Kormoran ha un "rendezvous"
con le rifornitrici Nordmark e Duquesa dalle quali riceve
carburante e viveri; ha inoltre la possibilità
di liberarsi dei prigionieri che sono trasferiti su
una delle navi.
Ripresa la navigazione sempre verso
Sud, il 25 si incontra con un'altra nave corsara: é
il "Pinguin" (HSK 5) in crociera offensiva
dal Giugno del 1940.
Il suo comandante é Felix Kruder,
un ufficiale dal carattere gioviale particolarmente
amato dal suo equipaggio col quale ha un eccellente
rapporto. Sulla sua nave le formalità sono ridotte
al minimo, in cambio però esige la massima abnegazione
da ogni singolo marinaio. Alla fine, la "Pinguin"
risulterà essere la nave corsara col maggior
numero di prede al suo attivo (32 navi, di cui 11 baleniere)
con un tonnellaggio complessivo (154.710 ton.) di poco
inferiore a quello di un altro corsaro, forse il più
famoso, l'"Atlantis".
I due comandanti si scambiano informazioni
e pareri; Kruder propone al collega di operare in team
ma Detmers rifiuta, ritenendo non opportuno l'uso di
navi corsare ravvicinate; inoltre, fattore non trascurabile,
egli avrebbe dovuto essere subalterno del collega Kruder.
Detmers ha ragione.

Il
Comandante Felix Kruder |
|
Nel corso della guerra il numero di
navi affondate degli HSK sarà trascurabile se
paragonato al totale; non trascurabile sarà invece
lo sforzo profuso dagli Alleati in termini di uomini
e materiali per la loro caccia; l'intercettarne eventualmente
due in un sol colpo é una possibilità
che Detmers non intende offrire al nemico.
Comunque, ricevute dalla Pinguin anche alcune parti
di ricambio per i motori (che hanno iniziato ad avere
delle noie) la Kormoran si allontana in cerca di prede.
Sembra ora che l'Atlantico pulluli solo di navi amiche;
il 15 Detmers trova sulla sua strada un altro U-Boot,
l'U 124, mentre il giorno dopo niente di meno che la
"Pocket Battleship" (Corazzata tascabile)
come é conosciuta dagli inglesi, Admiral Scheer.
La Kormoran dovrà aspettare
un bersaglio fino al 22 Marzo, quando, incontrata la
petroliera "Agnita" (3550 ton.) la colerà
a picco dopo averne catturato l'equipaggio. Erano trascorse
ben sette settimane dall'ultimo affondamento!
Tre giorni dopo tocca al grosso mercantile "Canadolite"
(11.300 ton.) essere abbordato.
Questa sarà l'unica nave che
Detmers non spedirà ai pesci, preferendo inviarla
quale preda bellica in Germania con un equipaggio ridotto
al minimo ed i prigionieri.
Il 2 Aprile altro meeting in pieno
oceano con la già conosciuta Nordmark e due U-Boot,
sono l'U-105 e l' U-106. Scambio di viveri, giornali
e materiali. La Kormoran riceve tra le altre cose un
cane ed un maiale vivo!
In Aprile affonda altri due mercantili,
l'inglese Craftsman (8020 ton.) ed il greco Nicolaos
(5485 ton.) Quest'ultima é una bella nave e Detmers
vorrebbe inviarla in Patria ma le poche cannonate sparategli
contro per costringerla alla resa (aveva cercato inutilmente
di sfuggire al corsaro) hanno distrutto il ponte di
comando e la timoneria. Di colare a picco la Nicolaos
non ne voleva sapere.
L'esplosione della carica piazzata
dai marinai tedeschi non ha effetti evidenti. Viene
allora presa a cannonate ma dopo aver incassato almeno
4 colpi sotto la linea di galleggiamento, non sembra
darsi per vinta. Detmers si rifiuta di sciupare un prezioso
siluro. La lascia al suo destino. Quando sparisce all'orizzonte
é ancora a galla e non é dato di sapere
dove e quando sia affondata.
La Kormoran si avvicina alle coste
africane e nella notte del 12 Maggio doppia il capo
di Buona Speranza entrando nell'Oceano Indiano. Rifornisce
il 14 la nave Alstertor ed il tender Adjutant per proseguire
senza fortuna la sua caccia fino a Sud di Ceylon nelle
cui acque incrocerà fino al 21 Giugno. A questo
punto si sposta nel Golfo del Bengala. Detmers elabora
un piano per minare il tratto di mare di fronte alla
città di Madras, ma mentre si sta avvicinando
é scorto da una nave alleata che ne segnala la
presenza. L'idea di stendere il campo minato é
immediatamente abbandonata e la Kormoran batte in ritirata
verso il mare aperto. Nella sua fuga incocca un vecchio
mercantile yugoslavo di 4.551 tonnellate, si tratta
del "Velebit".
Anche lui non accetta di arrendersi e tenta la fuga.
In solo sette minuti é colpito da venti granate
da 155 che lo riducono ad un pontone galleggiante totalmente
in fiamme. Dei 34 marittimi ne saranno ripescati solo
nove. Il Velebit continuerà a restare a galla
andando ad arenarsi alcuni giorni dopo sulle coste delle
isole Andamane. Miracolosamente dal suo scafo contorto
faranno capolino alcuni superstiti.
I messaggi di soccorso del Velebit erano stati raccolti
da un mercantile australiano, il "Mareeba",
che aveva subito fatto rotta sul punto segnalatogli.
Quarantotto ore dopo invece del mercantile greco ha
la sgradita sorpresa di incontrarsi col suo affondatore;
il tentativo di fuga fallisce e l'intero l'equipaggio
viene raccolto dalla Kormoran mentre la nave, centrata
da alcuni colpi, affonda in un ribollire di schiuma.
Detmers decide che é il momento di fare una
pausa, la nave e l'equipaggio ne hanno bisogno. Trova
un posto isolato in qualche punto a Sud dell'Oceano
Indiano e vi si ferma dal 2 al 17 Luglio per eseguire
piccoli lavori di riparazione e per cambiare abito alla
nave con nuova mano di vernice. Riprende quindi il suo
peregrinare senza incontrare nessuno fino al 26 Settembre,
giorno in cui cattura senza fatica il piroscafo greco
Embricos. Recupera il capitano e 5 marinai. Gli altri
membri dell'equipaggio sono fuggiti su una lancia ammainata
non appena la Kormoran aveva intimato l'alt. L'idrovolante
di Detmers, lanciato in ricognizione, li avvisterà
il giorno dopo. Nuova zona di operazioni viene eletta
la costa australiana. La Kormoran entra nel tratto di
mare al largo della Baia degli Squali.
Pagina 4
|