di Alberto Sala

Pagina 5

 

 

 

 

All'inizio del 1941, il Sydney, dopo aver operato nel Mediterraneo, fa rotta verso casa. L'undici gennaio é ad Alessandria ed il 15 di Febbraio getta l'ancora nel porto della città di cui porta il nome, Sydney appunto. Il Capitano John Collins é ricevuto del Governatore Generale e l'equipaggio sfila per le vie della City tra due ali di una folla esultante di quasi duecentocinquantamila persone, in una calorosa cerimonia di benvenuto.

In maggio Collins passa le consegne al Capitano Joseph Burnett. Questi guiderà la nave nella scorta ai convogli attraverso il Pacifico e l'Oceano Indiano.

Burnett era nato 42 anni prima a Singleton, a soli sette anni aveva perso il padre e a tredici entrava nel neonato Naval College a Geelong. (La Royal Australian Navy avava visto la luce con un Decreto Reale nel 1911).


La formazione dei giovani ufficiali ricalca in tutto e per tutto quella dei loro coetanei inglesi.

Nel 1917 Burnett viene mandato in Gran Bretagna dove diventa Sottotenente l'anno dopo. Rimane in Inghilterra altri 5 anni frequentando un corso di specializzazione in artiglieria. Nel frattempo coltiva la passione per lo sport che lo porta a diventare campione di rugby e di tennis. E’ invitato a giocare nel torneo della Royal Navy di Wimbledon.
Nel 1932 é promosso Comandante e nel '38 Capitano. Nel Maggio del '41 assume il comando del Sydney, diventandone il quarto Comandante da quando l'incrociatore aveva preso il mare.
Un rapporto confidenziale sulla sua persona lo descrive come uno degli ufficiali più dotati e promettenti di tutta la Marina Australiana. La sua professionalità e le sue capacità di giudizio sono ritenute al di sopra della media. Ha un carattere amichevole ed una personalità aperta. Un uomo cauto che non si assume rischi inutili.

 

L'11 Novembre 1941 il Sydney lascia Fremantle con la nave trasporto truppe "Zealandia" che porta circa 1000 soldati di rinforzo alla guarnigione di Singapore. Terminata la missione, passa nel canale della Sonda, tra Java e Sumatra , e dirige per rientrare al porto di partenza. Nel tardo pomeriggio del 19 esegue una piccola deviazione di rotta; deve investigare su una nave sospetta che ha avvistato. Il tempo é bello, mare calmo; probabilmente Burnett e gli ufficiali sul ponte avranno guardato con estrema attenzione attravaerso i loro binocoli il grosso bastimento localizzato a circa 160 miglia dalla costa australiana, di fronte alla Baia degli Squali, un mercantile battente bandiera olandese, lo "Straat Malakka".


Anche il Comandante Detmers ha gli occhi incollati al binocolo e stringe le mascelle. Deve prendere una decisione e deve farlo in fretta, sapendo che non potrà più tornare sui suoi passi. Il fumo visto all'orizzonte aveva fatto sperare in una nuova preda ma la speranza si era tramutata in delusione prima e sconcerto subito dopo; quello non era una preda, era un cacciatore: un incrociatore australiano da 9000 tonnellate contro il quale la sua Kormoran , che in quel momento ha le sembianze dell'olandese Straat Malakka, ha ben poche possibilità di spuntarla. Sfuggirgli non é possibile; le alternative sono la resa (e l'auto-affondamento se ci si riesce) o la lotta.

 

 

 

Un passo indietro : Isole Seychelles 8 Maggio 1941

 

 

Prima di proseguire sarà meglio dare uno sguardo a quanto accaduto nelle acque delle Isole Seychelles l'8 Maggio.

In quel luogo naviga uno dei protagonisti della nostra storia: il Comandante Felix Kruder col suo "Pinguin". Kruder é preoccupato; la sua nave é a corto di combustibile ed il giorno prima aveva disperatamente cercato di catturare una petroliera, la British Emperor, la cui intercettazione gli era sembrata un buon colpo di fortuna e la fine dei suoi problemi di carburante. Ma gli Dei del mare non erano stati dalla sua parte questa volta; la British Emperor non obbedisce al segnale di alt e si da alla fuga lanciando il segnale di soccorso ai quattro venti.
Kruder non vorrebbe affondarla ma é costretto a farlo dal momento che la radio della petroliera non cessa un attimo di trasmettere. Continuerà a farlo anche dopo che la nave é stata colpita ed incendiata, anche dopo che il resto dell'equipaggio si é gettato in mare. Si interromperà solo quando le onde dell'oceano la inghiottiranno.

 

La "Pinguin" o HSK 5 (nave33).

 

L'aspetto non lascia trasparire nulla delle sue capacità offensive

 

 

L'appello disperato della British Emperor non era caduto nel vuoto e nella zona si era presentato il giorno dopo l'incrociatore pesante Classe Kent "Cornwall".
L'unica nave che aveva incontrato era quella che gli si presentava davanti come la norvegese "Tamerlane". Il Capitano della Marina di Sua Maestà Britannica Manwaring non é affatto convinto della sua identità ma d'altra parte non vuole neppure affondare una nave innocente.
Dalla Pinguin, alias Tamerlane, Kruder tenta di sviare il nemico mandandolo su di una falsa pista: segnala di essere entrato in contatto poco prima con una nave corsara tedesca e ne indica la direzione presa.


Manwaring si mette in caccia e dopo due ore lancia il suo idrovolante in ricognizione. Quando questi , dopo un lungo giro, gli comunica che l'unica nave vista é la Tamerlane, il capitano inglese ha la certezza di aver trovato un corsaro tedesco camuffato.
Alle 17.00 il Cornwall aggancia la Pinguin. Con i suoi 8 cannoni da 203 mm. ed una velocità di oltre 30 nodi é decisamente un avversario troppo potente per Kruder. Da circa 12.000 metri l'inglese apre il fuoco inquadrando rapidamente il bersaglio. Mentre l'artiglieria tedesca risponde, Kruder getta in mare i codici e gli altri documenti segreti. Ha fatto già salire sul ponte gli oltre cento prigionieri che la sua nave ospitava nelle stive per consentire loro di tentare di salvarsi nell'eventualità le cose dovessero mettersi male.

 

E le cose vanno peggio del previsto: un proiettile da 203 penetra nello scafo e centra il deposito delle mine. L'effetto dell'esplosione é simile ad un'eruzione vulcanica. La Pinguin viene inghiottita dal mare in pochi minuti. Nella distesa dei suoi detriti galleggianti Manwaring raccoglie, 53 marinai tedeschi e 22 dei suoi ormai ex prigionieri; poi si allontana velocemente. Felix Kruder é rimasto sulla Pinguin.

 

Pagina 5

 

 

 
|
|
|
|
|
|
|