di Alberto Sala

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Al largo della Baia degli Squali. 19 Novembre 1941, ore 17.00 circa.

 

 

Detmers prende fiato e poi ordina: "Posto di combattimento. Tutte le armi restino nascoste fino a nuovo ordine. Approntare i siluri. Prepararsi a rispondere ai segnali"


Il Sydney si avvicina velocemente e Detmers porta la sua nave in posizione tale da poter utilizzare tutte le armi di cui dispone. Intanto riceve la richiesta di identificazione alla quale fa rispondere prontamente di essere l'olandese Straat Malakka. L'incrociatore continua ad avvicinarsi come se non avesse alcun sospetto, quasi fosse certo che chi ha di fronte é solo un modesto mercantile. I suoi cannoni non sono puntati, molti uomini sono sui ponti ed in coperta, probabilmente non é stato battuto il "posto di combattimento". Il Sydney chiede il codice segreto di identificazione (si tratta di una serie di numeri che identificano ogni nave mercantile alleata). Detmers cerca di prender tempo; più il nemico si avvicina e più possibilità ci sono che egli riesca a sorprenderlo con una scarica di colpi che saranno tanto più precisi e micidiali quanto più vicino egli si sarà portato.

La "Kormoran" HSK 8 (nave 41)

 


Quasi incredulo vede l'incrociatore avversario che ormai dista solo 1000 metri. Non può sperare di meglio. Quando il segnale ottico di richiesta identificativo segreto é ripetuto dal Sydney, il capitano tedesco sa che non può andare oltre nella commedia e rompe gli indugi: al suo ordine, come nella più famosa tradizione piratesca, la bandiera olandese viene ammainata mentre contemporaneamente sale a riva quella di combattimento della Kriegsmarine. Si abbattono le paratie che nascondono i cannoni ,spuntano le canne dei pezzi da 37 mm. e le mitragliere da 20. In un istante una valanga di proiettili si abbatte sulla nave australiana. Sparano anche le mitragliatrici leggere che ,vista la distanza, spazzano la coperta della nave avversaria con estrema efficacia. Fuoriescono sibilando anche i siluri dai loro tubi di lancio. In pochi minuti il Sydney viene centrato da circa 50 granate da 155 mm e centinaia di proiettili di piccolo calibro.

 

Un siluro esplode tra la prima e la seconda torre di prua. Vi sono focolai di incendio ovunque. Nessuno di coloro che erano all'esterno della nave ha avuto scampo. Una forte esplosione ed una torre d’acqua si alza tra la prima e la seconda torre: uno dei siluri ha raggiunto il bersaglio. Tutto sembra essere andato in frantumi: armi contraeree, riflettori, idrovolante, battelli di salvataggio, centrali per la direzione del tiro; le torri con i cannoni di prua non possono muoversi per gli effetti devastanti del siluramento.

 

Il fumo esce con larghe volute da boccaporti divelti ed oblò aperti.

Il Sydney vira verso la Kormoran come se volesse speronarla, ma se questa era l'intenzione, la manovra fallisce. La nave sfila a poppavia del corsaro esponendo la fiancata di dritta al fuoco delle armi leggere da distanza estremamente ravvicinata. Ora i due contendenti stanno percorrendo rotte tra loro divergenti.
Mentre si allontana gravemente ferito, dalle bocche dei cannoni di poppa dell'incrociatore escono fiammate che indicano la rabbiosa quanto tardiva reazione da parte delle sue artiglierie. La Kormoran incassa dei colpi e vibra sotto di essi. Detmers capisce che il nemico non rappresenta più una minaccia ma non ha il tempo di gioirne. Il rapporto sui danni subiti é preoccupante: incendio di vaste proporzioni a centro nave sotto la linea di galleggiamento. Il fumo sta invadendo la nave. Si sta ingaggiando una ancor più pericolosa battaglia, quella contro il fuoco.


Il primo colpo era stato esploso alle 17.30. Le armi dei due contendenti tacciono alle 18.25.

Il Sydney si allontana in preda alle fiamme che si estendono dal ponte di comando al primo fumaiolo. Risulta fortemente appruato.

Sulla Kormoran la situazione si sta aggravando. I pochissimi colpi incassati sono stati devastanti: oltre ad un incendio a centro nave si scopre che la sala motori è virtualmente inagibile. Inoltre il sistema anti incendio è andato distrutto. Vi sono state anche delle perdite: una ventina di marinai uccisi, almeno il doppio feriti, alcuni in modo grave.


A sera, Detmers prende la decisione di abbandonare la nave. Sono posizionate delle cariche esplosive per l’auto affondamento, si distruggono i documenti importanti mentre si calano le scialuppe. In questa fase una delle lance, quella che trasporta tra l’altro il maggior numero di feriti, si rovescia scaraventandone gli occupanti in mare. Questo incidente causa più vittime del combattimento stesso. Quaranta marinai perdono la vita.
Alle 01.20, in piena notte, una gigantesca esplosione scuote la Kormoran che, sotto gli occhi del suo equipaggio raccolto nelle barche di salvataggio, affonda di poppa.

Il Sydney era atteso a Fremantle nel pomeriggio del 20 Novembre. Essendo sotto silenzio radio, non vi sono allarmi fino al 23 quando gli viene ordinato di rompere tale silenzio ovunque si trovi.

 

Una bella foto dell'incrociatore leggero "SYDNEY"

 

 

Non ricevendo segnali la preoccupazione monta di colpo e si danno il via alle sue ricerche sia con mezzi navali che aerei.
Sono subito avvistati e recuperati i naufraghi della Kormoran : 315 (secondo altre fonti 317) uomini del suo equipaggio oltre a tre marittimi cinesi dell’ Eurylochus.
Dell’incrociatore Sydney non si troverà traccia; neppure un relitto galleggiante o una macchia di carburante sul mare (i segni dell'affondamento della Kormoran saranno al contrario osservati dalla ricerca aerea che avvisterà subito dopo i superstiti tedeschi).

Solo una cintura di salvataggio e di un battellino pneumatico tipo Carley crivellato di proiettili saranno rinvenuti dal caccia torpediniere Hero (lo stesso presente allo scontro di Capo Spada) il 28 Novembre.

(Il 6 Febbraio 1942, presso le Isole di Natale, sarà trovato un altro battellino tipo Carley contenente i resti di un corpo umano; pur non essendoci certezza assoluta, si ritennero alte le possibilità che fosse appartenuto al Sydney).

 

Il 29 Novembre le ricerche sono definitivamente sospese ed il Sydney viene dichiarato perduto in combattimento.
L'opinione pubblica sarà informata con un comunicato ufficiale della perdita della nave il 1° Dicembre. Dopodiché il silenzio cadrà sulla vicenda non solo per tutto il periodo della guerra, ma anche per molti anni dopo.

 

 

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