di Alberto Sala

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Epilogo

 

Tutto ciò che si sa attorno alla perdita dell'incrociatore Sydney proviene esclusivamente dalla testimonianza di coloro che lo affondarono; la mancanza di una controparte che potesse confermare o smentire quanto detto dai tedeschi, unitamente alla totale scomparsa della nave e del suo equipaggio, hanno fatto nascere in Australia una serie di illazioni, spesso totalmente cervellotiche, sostenute anche da numerosi esponenti politici.
Il nazionalismo australiano, molto più forte di quanto non si possa pensare di primo acchito, non é mai riuscito a digerire il fatto che una unità da guerra, con equipaggio esperto e ben comandato, sia caduta vittima di un corsaro e che sia scomparsa dalla faccia della terra senza lasciare traccia, ad eccezione di un salvagente e due battellini di salvataggio.


Tra le voci più insistenti che negli anni hanno preso forma, vanno ricordate quella che imputa l'affondamento dell'incrociatore all'uso da parte dei tedeschi della motolancia veloce, di cui la Kormoran era dotata, in funzione di silurante ( sorvolando sul fatto che la suddetta motolancia non poteva imbarcare alcun siluro) oppure quella che vede l'incrociatore urtare una mina di quelle che sarebbero state fatte scivolare in mare dai tedeschi al suo avvicinarsi.
Ma quella più intrigante (e parimenti balzana ) é certamente la teoria secondo la quale sulla scena del combattimento fosse presente un terzo protagonista: un sommergibile giapponese, addirittura identificato come I-24!
Secondo alcuni, il Sydney sarebbe stato affondato dal sopra citato sommergibile, in barba al fatto che il Giappone non era ancora in stato di belligeranza con le potenze Alleate.

 

Nel 1997 é istituita una commissione di inchiesta per esaminare i fatti e vagliare le testimonianze relative alla perdita dell'incrociatore Sydney. Parallelamente prendono nuovo impulso le ricerche del relitto che fino ad allora non avevano dato alcun risultato.

Nel 2001 le conclusioni cui la commissione arriva sono sostanzialmente queste: Il Sydney é andato perso in azione dopo un combattimento svoltosi a distanza ravvicinata con la HSK 8 "Kormoran", in un tratto di mare di fronte alla Baia degli Squali, circa 160 miglia nautiche al largo della costa australiana, in un tratto di mare compreso tra le cittadine di Carnavon e Geraldton (le due località distano tra loro circa 150 Km. in linea d'aria!!). Non vi sono prove o testimonianze attendibili che indichino altre possibilità.

 

Il luogo preciso dell'affondamento resta sconosciuto, tanto quanto le motivazioni che spinsero il Capitano J. Burnett a portarsi troppo in prossimità della nave corsara, commettendo così un tragico errore, un errore pagato ad un costo elevatissimo.

La perdita dell'incrociatore leggero Sydney e dei suoi 560 uomini é considerata il peggior disastro navale occorso alla Marina Australiana nella Seconda Guerra Mondiale.

 

 


 

Il Modello

 

Nel 1998 la DMG (Defence Model and Graphics) venne contattata circa la possibilità di costruire un modello dell'incrociatore HMAS Sydney per il Naval Aviation Museum di Nowra. Inizialmente le ricerche della documentazione necessaria furono condotte presso il National Archives di Canberra; esse si rivelarono diffìcili in quanto i piani costruttivi originali ed i disegni relativi erano andati ormai perduti visto il tempo passato dalla costruzione della nave. Dopo parecchi mesi comunque si riuscirono ad accumulare un sufficiente numero di fotografie e dati per poter dare inizio ai lavori. Questi furono portati avanti da un team di appassionati, uno dei quali aveva già in cantiere uno scafo in scala appropriata. Da questo scafo venne ricavato quello definitivo in fibra di vetro.


La sezione elettronica del modello fu affidata alla Wireless Technologies che provvide al progetto e alla fornitura del materiale necessario.
Nel Maggio del 2001 il modello del Sydney, in scala 1:100 era terminato.

Alloggiato in una grande vetrina di 2,70 metri di lunghezza e di 1,10 di altezza, può essere attivato da un pannello comandi posto alla base della vetrina stessa. E' possibile far ruotare le torri dei cannoni e muovere gli stessi in alzo; si muovono i sistemi di controllo del tiro, le ancore, il timone e le eliche propulsive. L'idrovolante sulla catapulta accede il motore e la percorre per la sua lunghezza, indi ritoma alla posizione di partenza. Una serie di micro altoparlanti consente di sentire tutta una serie di suoni quali il rombo dei cannoni, il lancio dei siluri e dell'idrovolante. Le luci inteme ed esteme si accendono così come i riflettori. Agendo sugli opportuni tasti, si possono simulare la trasmissione di segnali morse e l'invio di messaggi luminosi.


Si tratta in ultima analisi di un modello eccezionale la cui costruzione è stata possibile grazie all'impiego di mezzi non comuni e che ha necessitato l'impegno di numerose persone appassionate di navi e modellismo. Per vederlo dal vivo è necessario fare un giretto in Australia, al Museo di Nowra NSW.

 

E' possibile trovale le foto del modello trattato in questa pagina al seguente indirizzo web:

 

http://www.defencemodels.com.au/Projects/Sydney.asp

 

 

 

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