San Juan Nepomuceno e Santissima Trinidad
Trafalgar dal punto di vista dell’Armada

Un dipinto di Thomas Whitecombe (1760-1824) dal titolo:
Battaglia di Trafalgar, 21 Ottobre 1812 |
Sullo scontro navale del 21 Ottobre 1805 che garantì all'Inghilterra il dominio dei mari per altri centocinquant’anni tutto è stato scritto.
La storiografia ha tramandato per generazioni l'immagine dell'incapacità di Napoleone Bonaparte di applicare il suo indiscutibile genio strategico e tattico sulle rotte degli oceani schiacciando quel nemico che anni dopo a Waterloo porrà fine alla sua epopea di politico e militare. Parallelamente impone al mondo e consacra definitivamente alla storia la figura di quel personaggio il cui nome resta a tutt'oggi tra i più amati dal popolo britannico: Orazio Nelson.
L'imperatore dei francesi dà la forte impressione di voler dimenticare rapidamente Trafalgar.
Nel 1806,quando la sua stella è allo zenith ed egli può considerarsi padrone dell'Europa Centrale dopo i trionfi di Ulm ed Austerlitz, avrà a dire: "Abbiamo perduto alcune navi in una tempesta dopo una battaglia inopportunamente ingaggiata".
La Francia che venne dopo di lui non la pensò nello stesso modo.
In effetti, se Trafalgar per l’Inghilterra è sinonimo di gloria e trionfo su nemici in fondo secolari coalizzati tra loro, così per i francesi questo nome ha assunto il significato dell'ignominia di una disastrosa sconfitta che non poteva e non doveva essere scordata. Generazioni di storici transalpini hanno alimentato un sentimento anglofobo che ha fortemente contribuito a produrre una classe di ufficiali di marina il cui rappresentante massimo si può identificare con l'Ammiraglio Jean Darlan. (Che per gli inglesi nutriva un disprezzo mai celato).
Quasi un secolo e mezzo dopo Trafalgar gli Inglesi ci misero del loro a rinfocolare le braci di tale sentimento con i fatti legati all'operazione Catapult, ove la preoccupazione derivante dalla possibilità che alcune importanti unità navali francesi ormeggiate nella località africana di Mers el Kerib potessero passare sotto controllo tedesco, li spinse a portare un bel mattino una squadra navale con tanto di porta aerei e corazzate davanti al porto ove la navi francesi erano ancorate ed imporre loro la scelta tra l'auto-affondamento o l'essere affondate. Le ovvie cannonate ed i siluri che seguirono ridiedero vigore a quella "antipatia" (per usare certamente un eufemismo) che nonostante tutto ancora oggi persiste in molti francesi nei confronti della Royal Navy.
Ma a Trafalgar è presente un altro protagonista che incredibilmente molti non solo trascurano ma addirittura ignorano: la Flotta Spagnola, meglio identificata dal termine "Armada".
Quella che Nelson distruggerà è a tutti gli effetti una squadra combinata franco-spagnola. Le navi delle due nazioni non sono nettamente separate ma navigano frammiste fra loro e le unità spagnole, pur avendo un comandante in capo (l'Ammiraglio Gravina) sono tutte agli ordini dell'Ammiraglio francese

Il vice Ammiraglio Federico Gravina, comandante delle forze spagnole a Trafalgar. Venne gravemente ferito nel corso della battaglia e morì in seguito a tali ferite cinque mesi dopo. |
Villeneuve.
Tutte le formazioni navali per così dire "miste" hanno sempre mostrato nella Storia della guerra sui mari di soffrire delle stesse problematiche: difficoltà nelle comunicazioni, diversità di vedute a livello di ufficiali e comandanti, (che spesso si traducevano in esecuzione di ordini in modi difformi da quanto richiesto o peggio in mancate esecuzioni), differente efficacia tra navi di pari categoria a causa del diverso addestramento degli equipaggi.
A questo va aggiunto che i rapporti tra spagnoli e francesi non erano tra i più idilliaci, anzi...
Molti tra i comandanti spagnoli non sono affatto contenti di essere sottoposti ad un ammiraglio francese che reputano non all'altezza della situazione. Va ricordato che Francia ed Inghilterra, negli anni che vanno dal 1793 al 1815, furono in guerra per oltre 21 anni.
La Spagna nello stesso lasso di tempo ebbe l'Inghilterra come nemico per 11 anni mentre per 8 ne fu alleata (più precisamente dal 1793 al 1795 come membro della prima Coalizione anti-Francese e dal 1808 al 1814 durante la guerra Peninsulare).
La Spagna era entrata a far parte della Prima Coalizione (con Inghilterra, Austria, Prussia, Regno di Napoli e Sardegna, Russia) col proposito di contribuire a contenere il nuovo regime rivoluzionario ed anti-realista Francese, ma due anni dopo la politica imperiale inglese in Mediterraneo e nei Carabi la spingeva ad uscirne e a firmare con la Francia il 19 Agosto 1796 il Trattato di San Idelfonso.
In tale documento assume particolare importanza l'articolo 3, nel quale la Spagna si impegna a fornire 15 vascelli di primo rango (dotati da 80 a 120 cannoni) 20 da 70-76 cannoni, 6 fregate e 4 corvette totalmente equipaggiate da porsi agli ordini del comando francese.
Dal punto di vista del materiale gli spagnoli potevano permetterselo.
L'Armada era stata letteralmente rifondata con un'operazione e con risultati assolutamente senza precedenti a partire dai primi anni del 1700.
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